Articoli con tag: priorità

Come crocifiggere l’ego in 7 punti essenziali

Come si realizza la sottomissione dell’ego a Dio affinché l’anima si liberi e viva in un abbandono totale alla volontà di Dio?

  1. Sii attento a non fare affidamento alla tua sapienza personale e le tue capacità, a non nutrire bramosie umane per una qualche opera, nel timore che il tuo spirito si fermi, si oscuri la tua visione, la grazia ti abbandoni e tu rischi di non vedere più il cammino divino, di perdere la verità, di cadere nella rete del nemico e di diventare schiavo del tuo ego e dei desideri degli uomini.
    Guai a coloro che si credono sapienti, e si reputano intelligenti (Is 5,21)
  2. Guardati dal credere di essere qualcosa di importante, che senza di te le cose si fermino e i lavori si interrompano, e così il tuo ego appaia importante ai tuoi occhi. Sappi che Dio può fare con un altro molto meglio di quanto non faccia con te; che può rendere deboli i forti e forti i deboli, rendere ignoranti i sapienti e sapienti gli ignoranti. Tutto quel che è buono e utile in te è di Dio e non tuo, e se tu non ne hai cura e nel tuo intimo non l’attribuisci a Dio, ti verrà tolto. E se ti vanti della tua intelligenza o della tua virtù, Dio le abbandona ed esse si trasformano in corruzione, rovine e mali.
  3. Se il tuo ego teme la sottomissione a Dio, si sottrae all’abbandono a lui e si gloria del proprio potere; se tu attribuisci la tua intelligenza, la tua virtù e la tua riuscita a te stesso, Dio ti sottopone a correzioni che si ripetono, una dopo l’altra, a tribolazioni che si susseguono, fino a quando non ti sottometti e ti abbandoni a lui con umiltà. Ma se rifiuti la correzione e detesti subire la tribolazione, allora Dio ti abbandonerà a te stesso per sempre.
  4. Sii attento quindi e presta bene ascolto, perché, o ti consideri realmente al pari di niente, in atti e in parole, fermamente deciso nel tuo intimo ad abbandonarti a Dio con tutte le tue forze e, in questo caso, ti liberi di buon grado dal tuo ego per la grazia di Dio; oppure verrai consegnato alla correzione fino a quando, costretto, ti libererai dal tuo ego. Farai bene quindi a scegliere il cammino della sottomissione volontaria, a considerarti fin da ora un nulla e a seguire la grazia sulle vie dello Spirito.
  5. Sappi che la sottomissione a Dio e il totale abbandono alla sua volontà e al suo discernimento sono in realtà un dono e una grazia. Per ottenerlo, insieme alla preghiera e alla supplica, abbiamo bisogno della forza fiduciosa della fede dell’insistenza del cuore, affinché Dio non ci affidi alla correzione a causa del nostro ottenebramento e non ci lasci alla nostra sapienza. Inoltre, dobbiamo optare con grande determinazione per la rinuncia a noi stessi in ogni momento e in ogni occasione, non davanti al mondo, ma nell’intimo della nostra coscienza. Beato colui che scopre la debolezza e la mediocrità della propria anima, che l’ammette e la confessa davanti a Dio fino all’ultimo della sua vita.
  6. Se subisci la correzione, sappi che si tratta di un bene immenso, perché Dio affida alla correzione l’anima che ha dimenticato la propria debolezza e si glorifica delle proprie capacità e successi. Dio la corregge fino a quando non si sia resa conto della propria debolezza: essa vi perviene soprattutto quando Dio non concede alcuno sfogo al suo sconforto bloccando l’io da ogni parte e lasciandolo in preda alle umiliazioni interiori o esteriori – dipendano dai peccati o dagli affronti -, finché l’anima giunga a detestarsi, a maledire la propria intelligenza, a negare la propria capacità e si affidi, infine, a lui, umile e contrita. In quel momento l’uomo non ha difficoltà a detestare il proprio ego; si augura addirittura che tutti si uniscano a lui per detestare quell’ego esecrabile. Tale è l’autentico cammino d’umiltà che conduce al totale abbandono alla volontà divina e che sfocia nella liberazione dell’anima dalla dominazione dell’ego, dai suo inganni, dalla sua ostinazione e dal suo orgoglio.
  7. Se vuoi raggiungere la liberazione dell’anima attraverso il cammino migliore e più semplice, mettiti alla scuola della grazia, siediti ogni giorno, esamina i tuoi pensieri, le tue ragioni, le tue intenzioni, i tuoi obiettivi, le tue parole, le tue azioni alla luce della parola di Dio. Scoprirai allora la corruzione del tuo ego, la sua doppiezza, la sua malizia, i suoi inganni, il suo orgoglio, le sue sozzure… Se persevererai così ogni giorno con cuore contrito, potrai liberarti dall’ego menzognero e morboso e vincere progressivamente su di lui fino a sbarazzarti del suo ascendente. Allora ti renderai conto della gravità del disastro nel quale il tuo ego ti aveva trascinato quando gli obbedivi, quando ti compiacevi in lui, te ne gloriavi e ricercavi il suo rispetto e la sua dignità.

E nello stesso istante in cui, nell’intimo di te stesso, sarai sicuro di non essere nulla e che Dio è tutto, allora sarai veramente libero.

Matta El Meskin

Fonte

Umiltà

Categorie: Ascesi, Bisogna diventar santi, La Cattedrale, Saggezza, Santificare l'attimo, Vita spirituale | Tag: , , , , , | Lascia un commento

Il terreno sul quale nasceva la RERUM NOVARUM (15 maggio 1891)

Vi si presenta uno scenario di un mondo in rapido mutamento politico, economico e sociale. Ci sono nuove libertà ma anche nuove forme di ingiustizia. Si parla di nuove strutture nella produzione. A queste strutture si affiancò un nuovo tipo di proprietà: nasceva il capitalismo. Lo sfruttamento del lavoro a basso costo determinava illeciti arricchimenti, con mancanza di assicurazione sociale.
Le pagine del Capitale di Marx hanno scosso la coscienza di quanti avevano a cuore la dignità dell’uomo. La Chiesa non poteva restare da parte. Oltretutto il suo messaggio evangelico anticipava di circa due millenni una giustizia sociale. Da una parte troviamo il liberismo che fa da traino al liberalismo, dall’altra un socialismo utopico che cerca nuove vie al consesso civile.
Il dualismo capitale/lavoro resterà a lungo, ma la Chiesa con la Rerum novarum stabilirà il diritto/dovere di intervenire nella vita pubblica. La dottrina sociale è anche missione evangelica. Pertanto la nuova evangelizzazione deve passare attraverso la dottrina sociale della Chiesa.
Leone XIII aveva difeso la dignità del lavoratore e la dignità del lavoro, attività necessaria per i bisogni della vita. Inoltre aveva riconosciuto il diritto di associazioni/sindacati e di giusto salario. Lo Stato deve tutelare i diritti di tutti, ma specialmente quelli dei più deboli e indifesi. Una solidarietà a livello nazionale ed internazionale.
Leone XIII si appella allo Stato, ma questa entità non può tutto. Infatti, “l’individuo, la famiglia e la società gli sono anteriori ed esso (Stato) esiste per tutelare i diritti dell’uno e delle altre, e non già per soffocarli” .
Leone XIII era contro le ingiustizie verso le masse proletarie, ma era anche contro un sistema che voleva issare la bandiera della rivoluzione sociale e della diversa divisione della ricchezza: “i socialisti spingono i poveri all’odio contro i ricchi, e sostengono che la proprietà privata deve essere abolita ed i beni di ciascuno debbono essere comuni a tutti.”
Si dichiara -Leone XIII – contrario a tale teoria, che crea disordini sociali e va contro i diritti dei proprietari, finendo così col non giovare neppure agli operai.
Purtroppo i fatti sono andati ben oltre. Là dove il socialismo è andato al potere, ha finito col creare danni e ci vorranno decenni per eliminarli. L’uomo in quella società è stato (ed è) un semplice ingranaggio d’un meccanismo.
Quando poi la misura è colma, la massa si organizza e si batte per diverse condizioni di vita e per la dignità violata, anzi rubata. La società ha subito un doppio attacco da due diverse forze, ambedue fondate sull’ateismo. Da una parte il socialismo reale con le sue purghe, dall’altra il militarismo coi suoi campi di sterminio.

E oggi, come siamo messi, nonostante ulteriori encicliche come aggiornamento della Rerum novarum?
Se lo stato diminuisce o addirittura cerca di togliere alla Chiesa il diritto di esprimersi, se con stoltezza insabbia la saggezza di millenni, anche noi perderemo ogni diritto.

Enciclica RERUM NOVARUM

Categorie: Encicliche, Politica e verità | Tag: , , , , , , , | 3 commenti

Blog su WordPress.com.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: