Articoli con tag: anima

Docile allo Spirito Santo

Nostro Signore Gesù lo vuole: bisogna seguirlo da vicino. Non c’è altra strada. Questa è l’opera dello Spirito Santo in ogni anima — nella tua —, e devi essere docile, per non porre ostacoli al tuo Dio.

In primo luogo la docilità, perché è lo Spirito Santo che con le sue ispirazioni dà tono soprannaturale ai nostri pensieri, ai nostri desideri e alle nostre opere. È Lui che ci spinge ad aderire alla dottrina di Cristo e ad assimilarla in tutta la sua profondità; è Lui che ci illumina per farci prendere coscienza della nostra vocazione personale e ci sostiene per farci realizzare tutto ciò che Dio si attende da noi. Se siamo docili allo Spirito Santo, l’immagine di Cristo verrà a formarsi sempre più nitidamente in noi, e in questo modo saremo sempre più vicini a Dio Padre. Sono infatti coloro che sono guidati dallo Spirito di Dio, i veri figli di Dio. Se ci lasciamo guidare da questo principio di vita presente in noi, la nostra vitalità spirituale si svilupperà sempre più, e noi ci abbandoneremo nelle mani di Dio nostro Padre con la stessa spontaneità e con la stessa fiducia con cui il bambino si getta nelle braccia del padre. Se non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli, ha detto il Signore. Questo antico e sempre attuale itinerario interiore di infanzia, non è fragile sentimentalismo né carenza di maturità umana, bensì la vera maturità soprannaturale, che ci porta a scoprire sempre meglio le meraviglie dell’amore divino, a riconoscere la nostra piccolezza e a identificare del tutto la nostra volontà con la volontà di Dio.

San Josemaría Escrivá – E’ Gesù che passa, 135

Hirte

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Tutti sentono le voci che amano

grillo_animaleSiamo a Londra. In una vasta e tumultuosa via alberata di Londra. 
Strepito di cavalli e di carrozze, vociare di mercanti e di strilloni. Trambusto di uomini e di mezzi. 
Chi corre perché ha fretta. Chi passeggia. Un po’ di tutto. Un via vai continuo.
Ma ecco… quel signore che si è fermato. 
Pare in ascolto. Ma di che? 
Trattiene per un braccio l’amico e gli sussurra: “Senti? C’è un grillo!”. 
L’amico lo guarda stralunato: com’è possibile sentire il cri-cri di un grillo in quel mondo di rumori? 
“Ma cosa dice, professore? Un grillo?!”.
E il signore, che si è fermato, come guidato da un radar, si accosta lentamente a un minuscolo ciuffo d’erba ai piedi di un albero. 
Con delicatezza sposta steli e dice: “Eccolo!”.
L’amico si curva. È davvero un piccolo grillo. 
Stupore per il fatto del grillo a Londra. 
Ma doppio stupore per averlo sentito. 
D’accordo. Per avvertire certe “voci”, occorre grande capacità d’ascolto. E quel signore ce l’aveva. 
Era il grande entomologo francese Jean Henry Fabre. 
E la sua grande capacità di ascolto era rivolta in modo specifico al mondo degli insetti. 
“Ma come ha fatto a sentire il grillo in tutto questo chiasso?” domanda l’amico al signor Fabre, mentre riprendono il cammino. 
“Perché voglio bene a quelle piccole creature. Tutti sentono le voci che amano, anche se sono debolissime. Vuoi che proviamo?”… Il signor Fabre si ferma. 
Estrae dal borsellino una sterlina d’oro e la lascia cadere a terra. 
È un piccolo din, ma una decina di persone che camminano sul marciapiede si voltano di scatto a fissare la moneta. 
“Hai visto” dice il signor Fabre, “Queste persone amano il denaro e ne percepiscono il suono, anche tra lo strepito più chiassoso”.

Fonte: Cum grano salis

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Pellegrinaggio di un’anima

In attesa, scruto l’anima come un dannato – “Solo, col cuore che sanguina e con l’anima che piange”

_ver016200001ill0008Forse è meglio non cercare, non riflettere, vivere senza problemi, senza la tortura di questi eterni quesiti che non hanno risposta: meglio vivere da bestia soddisfatta.

Ho l’anima lacerata dall’incertezza. Posso chiamare bianco il nero, ridermi delle cose sacre, prenderle in ridicolo: nulla me lo impedisce. Mi compiaccio di questi cattivi pensieri e vorrei possedere la purezza di un bambino. Quale tormento non sapere a chi chiedere, dove trovare un medico per l’intelligenza e per il cuore!

Sciocchezze. La vita è un gioco da prendere sorridendo. Ecco il solo mezzo per non disperare.

Che cosa sono la felicità, questo nostro bambino che cresce? Gran belle cose, senz’altro: ci aiutano e ci danno forza. Ma perché non mi danno tanta forza di modo che possa scacciare questa crudele inquietudine e questo problema che continuamente mi tormenta? Perché Vivo?

Non accade nulla: nulla che mi interessi. Vivo nell’attesa. Da sempre, la mia vita è attesa di qualcosa, d’una catastrofe, d’una gioia, di qualcosa che sia grande e bello… Non ho avuto l’ambizione o il desiderio di occupare una carica, un posto di responsabilità. Vivo per qualcosa d’altro. Non so che cosa sia quest’altro, ma vivo nell’attesa di qualcosa. Continua a leggere

Categorie: La Cattedrale, Pieter Van der Meer | Tag: , , , , , , | 13 commenti

L’anima nella concezione cristiana

Nahtod_Christentum_0345131edeCos’è l’anima, secondo la concezione cristiana? Esiste prima del corpo? E dopo la morte, continua a esistere individualmente o viene «assorbita» da Dio? E la confusione con altre forme di pensiero legate a correnti filosofiche, religioni orientali o tendenze «di moda»?

Le domande, di fronte alle quali siamo, riempiono scaffali di libri, perciò ci scusiamo se la risposta è, come si dice, a braccio. La teoria cristiana dell’essere stabilisce che Dio è creatore del mondo: la creazione è un atto libero di Dio che dal nulla (ex nihilo) pone nell’essere altri enti da se stesso diversi. Questo nega che il mondo abbia carattere panteistico e nega alle cose qualsiasi attributo divino.
In altri termini Dio ha la sua natura e le cose la loro, e non si confondono, e quindi neppure si amalgamano altrimenti non avremmo né Dio né la cosa/anima, ma un terzo elemento che non sapremmo neppure come definirlo. Contro tutte quelle correnti e mode di pensiero citate quindi per il cristianesimo non vi potrà mai essere una commistione tra Dio e le cose e le anime: una cosa o esiste in sé o non esiste, ma non è riassorbibile dall’essere divino. Continua a leggere

Categorie: Domande scottanti - risposte chiare, Filosofia | Tag: , , , , , , , , , | 12 commenti

Credo nello Spirito Santo!

La persona dello Spirito Santo 

1. Lo Spirito Santo è una persona divina realmente distinta dal Padre e dal Figlio: è questo il punto di partenza, se così possiamo dire, della fede della Chiesa nello Spirito Santo. Quando essa parla dello Spirito Santo, parla non di qualcosa di divino, ma parla di Qualcuno che è Dio come è Dio il Padre ed il Figlio che ha assunto la nostra natura umana.
Questo carattere personale dello Spirito Santo risulta chiaramente e costantemente dal modo con cui la S. Scrittura, nel Nuovo Testamento, parla della sua Presenza (della sua dimora in noi o in-abitazione). Risulta pure dal fatto che allo Spirito Santo sono attribuite azioni consapevoli e libere che Egli compie nella persona in cui dimora: anzi – come vedremo meglio in seguito – tutti i doni divini presenti in e fra noi sono a Lui attribuiti (cfr. per es. 1 Cor. 12,11-14).
E’ stato detto che gli Atti degli Apostoli sono il Vangelo dello Spirito Santo, come i quattro sono il Vangelo del Figlio incarnato. Ed infatti, nel libro di Luca è lo Spirito Santo che parla ed agisce, conduce la Chiesa (cfr. 5,3 e 9; 8,9). Come non ricordare in questo contesto il famoso inizio del decreto del Concilio di Gerusalemme: “è parso bene allo Spirito Santo e a noi”? L’equiparazione “noi” – “lo Spirito Santo” indica chiaramente che Egli è una Persona. E’ impressionante al riguardo At 16,6-8.

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Ma è soprattutto il Vangelo secondo Giovanni che ci rivela la divina persona dello Spirito Santo. E’ di fondamentale importanza notare il modo con cui compie questa Rivelazione: la personalità distinta dello Spirito Santo è affermata mediante ed all’interno di un’intenzionale analogia colla persona del Figlio. Cioè: le relazioni Spirito Santo-Figlio sono simmetriche alle relazioni Figlio-Padre; e sia le une che le altre si manifestano nelle rispettive missioni del Figlio e dello Spirito.  Continua a leggere

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Quelle frecce lanciate verso il cielo

Dal cuore umano a quello divino, una via per imparare a vivere in intimità con Dio. Ecco lo scopo delle giaculatorie.

feuerwerk-36Vi è una devozione semplice, alla portata di tutti, assai breve per il tempo che richiede, eppure molto efficace nei suoi risultati. Avrete già capito che intendiamo riferirci alla giaculatoria. Da dove proviene questo strano nome? Da jaculum che in latino significa “freccia”. Sì, questa forma di preghiera è sempre stata intesa come un dardo che il cuore umano lancia verso il Cielo. È evidente che non ci si riferisce al cielo fisico, ma a tutto ciò che rappresenta, con una sola parola, il Mistero divino. Continua a leggere

Categorie: Vita spirituale | Tag: , , , , , | 6 commenti

Domande e risposte sull’ALDILÀ – Cardinal Biffi

Chiunque si chiederà prima o poi come sarà la morte, cosa troveremo, com’è l’Aldilà…
Il Cardinal Biffi ci risponde e scusate la lunghezza ma non era possibile tagliare.
D’altra parte, anche l’eternità è lunga….

Con la morte finisce tutto?
Il problema è molto interessante, drammatico e inevitabile, perché i casi sono due: con la morte o si va a finire nel niente o si va a finire nella vita eterna. Le altre soluzioni sono forzatamente provvisorie. Io so già che tra qualche anno o andrò a finire nel niente o andrò a finire nella vita eterna. Ma se andrò a finire nel niente, io vivo già adesso per niente; cioè, se l’approdo dell’esistenza è il niente, anche la sostanza dell’esistenza è il niente, e questa è un’assurdità. Che qualcosa debba venire dal niente solo per tornare nel niente, è una contraddizione.

Perché?
Perché la strada piú breve sarebbe restare nel niente. Non si vede sennò quale sarebbe lo scopo. Questo era un po’ il pensiero di Leopardi quando dice (cito a memoria) che l'”obietto” proprio del vivere pare sia il morire: poiché non possono morire le cose che non sono, per questo sono venute all’esistenza le cose che sono. Leopardi è un ragionatore lucidissimo, che arriva proprio a ratificare il niente. Ma il niente è l’assurdo, e l’assurdo non può essere. Io chiedo di essere salvato dall’assurdo. Ogni uomo sente questo problema; anche quando non lo sa, tutte le fibre del suo essere anelano ad essere salvate dall’assurdo e a ricevere una risposta.

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Categorie: In Cristo Re e Maria Santissima, La Cattedrale, Vita spirituale | Tag: , , , , , , , , , , , , | 9 commenti

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