VITA sempre!

Quelli che sanno …

Ci sono quelli che sanno di avere un camice bianco,
nonostante la coscienza,
falsi e moderni Ippocrate
cresciuti senza speranza
e che non giurano più per la vita …
sembra che dicano qualcosa
ma è solo l’ululare del branco,
un famelico aborto di parole,
come quello che praticano da sempre
anche se c’è un battito da salvare,
e hanno già chi li condanna …

Ci sono quelli che sanno di strisciare come i serpenti
sulla sacertà di un suolo maledetto,
anime di burattini,
pezzi di ripugnanza,
che si decompongono alla luce del sole …
come vampiri assetati di egoismo
di sesso
che abusano della parola amore
o la gettano in un cassonetto
e scandalizzano donne e bambini … Continua a leggere

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Emilee: “L’aborto mi ha causato l’infertilità!”

IMG0574jpg-2387310_p9Nel 1984 rimasi inaspettatamente incinta, anche se la considero una contraddizione perché fondamentalmente, se una è sessualmente attiva non dovrebbe essere sorpresa se rimane incinta. Prendevo la pillola, ma chiaramente anche la pillola anticoncezionale non funziona al 100% e non ricordavo assolutamente di non averla presa per un giorno. È possibile che stessi prendendo antibiotici in quel periodo e allora non si sapeva che gli antibiotici possono annullare gli effetti della pillola, o almeno io non lo sapevo. Indipendentemente dal motivo per cui la pillola non ha funzionato con me, ero una studentessa universitaria di 20 anni con “sogni” di carriera da modella, e ora ero incinta!
Poiché stavo prendendo la pillola, scoprii di essere incinta solo a 10-12 settimane. Avevo perso due cicli, ma mi era capitato in precedenza, quando avevo esagerato con l’atletica e la ginnastica, così pensai solo che stava succedendo la stessa cosa. Comunque, descrissi i miei sintomi ad un’amica e si convinse che ero incinta e mi consigliò di fare un test, e lo feci, ed ero incinta. Continua a leggere

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Qui c’è Dio!

CHI ACCOGLIE QUESTI MIEI FRATELLI PIÙ PICCOLI ACCOGLIE ME

original_AFB03F6B0CB04991990C03D57E0FB21FDomenica  16 dicembre scorso, con i miei familiari, ho partecipato al Family Day del nostro Movimento che si è svolto a Verona. È stata una giornata ricca di emozioni, sia perché abbiamo incontrato i padri, le suore e gli amici che non vedevamo da tempo, ma soprattutto per la relazione del  prof. Giuseppe Noia che ha parlato della difesa della vita dei concepiti in maniera davvero speciale: il tempo è volato e in molti ci siamo commossi davanti alle immagini tenerissime ed al racconto di storie strazianti ma meravigliose.

Quando poi il professore ha parlato dei bambini malformati o disabili e del fatto che ora molti di questi vengono abortiti anche se hanno problemi curabili e operabili, mi sono passati davanti agli occhi i tanti bambini e ragazzi in difficoltà che ho conosciuto nella mia ormai lunga carriera di assistente educatrice.

Probabilmente, se venissero concepiti ora, molti di essi sarebbero eliminati perché il pensiero comune è che la qualità della loro vita è tale da non meritare di essere vissuta. Ma loro sono pieni di gioia di vivere e sono felici di essere al mondo, ne ho avuto più volte la prova, anche se hanno problemi fisici che richiedono cure continue e dolorose.

 Chiara e la sua forza

Ho lavorato tanti anni con Chiara, che ho seguito dalla quarta elementare fino alla maturità. Era una splendida bambina bionda, bella come un angelo, intelligente e forte come una roccia, sensibile,dolce, ironica, affetta da spina bifida. A 8 anni ha subito l’amputazione delle gambine per poter utilizzare due arti artificiali e spostarsi autonomamente con l’aiuto delle stampelle. A 15 anni ha iniziato a sottoporsi a dialisi: questo voleva dire recarsi in ospedale tre volte in settimana e rimanervi 4-5 ore. Continua a leggere

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Convegno generale Famiglia del Cuore Immacolato di Maria

Cari amici, pubblico questa lettera in modo che possiate conoscere il loro impegno e pregare per le loro intenzioni. Troverete in fondo le immagini dell’invito al convegno (basta cliccare sull’immagine e si ingrandisce) da leggere e da far conoscere il più possible, è  importante, diamoci da fare! 

Gent.ma Karin,
ho per caso trovato il suo blog su internet (molto bello e interessante!) e la sua pagina facebook (quello che di essa potevo vedere, perché io non ho un profilo facebook). Proprio in quest’ultima ho visto un suo commento a ciò che l’anno scorso il prof. Noia ha detto al nostro Convegno Generale di Sacrofano, con citazione alla nostra rivista “Maria di Fatima”. Volevo informarla – e non so se lei può anche promuovere questo evento presso i suoi conoscenti o contatti – che dal 15 al 17 novembre si svolgerà nuovamente il Convegno Generale della Famiglia del Cuore Immacolato di Maria, sempre a Sacrofano (RM).
Le allego il volantino, così da poter vedere il programma e i relatori che abbiamo invitato per questa occasione (tra cui S. Ecc.za mons. Crepaldi che parlerà di famiglia e società nella Dottrina Sociale della Chiesa).

Inoltre la invito a dare uno sguardo al nostro sito internet (www.icmf.it) per vedere chi siamo e cosa facciamo. Come forse già sa, ogni mese esce la nostra rivista “Maria di Fatima”, con la collaborazione anche di laici che ci inviano articoli o testimonianze di vita. Se anche lei ha qualche bella testimonianza o qualche tema che le sta particolarmente a cuore, può scrivere un articolo e inviarcelo. A tal proposito mi permetto di inviarle un articolo uscito a febbraio di quest’anno, una testimonianza di vita (se vuole, lo può liberamente utilizzare, citando che è tratto dalla rivista “Maria di Fatima” n. 2 2013), così come esempio. Se vuole, ogni tanto le posso inviare qualche articolo simile, se le può servire per il suo blog. Mi faccia sapere.
Chiedo anche a lei una preghiera per il nostro Movimento e i nostri Istituti religiosi, affinché possiamo ogni giorno corrispondere al disegno di Dio su di noi e renderci veri strumenti nelle sue mani, per mezzo di Maria Santissima, così da condurre quante più anime a Dio.

Affido inoltre la sua opera evangelizzatrice attraverso internet al Cuore Immacolato di Maria: che la Madonna la aiuti ad essere una “goccia nell’oceano” di questo mondo, per portare un po’ di fede, di Verità e di speranza in questo mondo che è assetato di Cristo senza nemmeno saperlo.

Pace e bene
Suor Caterina Gatti icms
Segretaria Generale
Famiglia del Cuore Immacolato di Maria
Volantino CONV_GEN 2013A
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Volantino CONV_GEN 2013B
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La crisi del dono

Eravamo custodi della vita, non lo siamo più. In cambio della libertà ottenuta, le prime a soffrire siamo noi donne. Se non lo facciamo noi, chi custodirà l’amore per la vita? (C. Miriano)     

   geborgen-in-gott               

Il concepito è il grande assente del dibattito sull’aborto. Non parla, non partecipa ai dibattiti televisivi, non vota. E’ il convitato di pietra al dibattito sul suo destino. Il nascituro è come un imputato trascinato ad un processo nel quale sono ignoti il capo d’accusa, gli addebiti, le circostanze del delitto ipotizzato. Un processo nel quale la persona alla sbarra non può rendere alcuna dichiarazione spontanea. Deve stare zitto. Continua a leggere

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La nonna…

La nonna…

Scrive don Salvatore Lazzara:

Cari amici, la votazione del disegno di legge sull’omofobia e la transfobia è stata rimandata a settembre! Anche noi abbiamo fatto la nostra parte e dobbiamo essere soddisfatti per aver contribuito a tale risultato. Si riapre ora lo spazio, se non per la moratoria, per migliorare il testo che ad oggi è assolutamente inaccettabile. I figli delle tenebre non si daranno pace fino a quando non avranno ottenuto ciò che vogliono. Come le sentinelle del mattino vigiliamo, attenti, senza compromessi. Negoziare sui valori fondamentali dell’uomo porta all’annientamento della società. Diciamo a tutti con amore e carità la Verità fondamentale della creazione.  Leone XIII affermava: “La famiglia è la cellula della società: se essa è sana, tutto l’organismo prospera; se essa è malata, l’intera comunità deperisce e muore”. Di seguito la suggestiva testimonianza di Karin Gudrun, su alcuni ricordi preziosi della sua infanzia:

Leggete la mia testimonianza, se vi interessa, qui: La nonna…
Karin

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Libertà di opinione sempre!

Libertà di opinione sempre!

Questa legge sull’omofobia è una legge contro l’uomo e non si ha da fare. Chi del governo si sta opponendo subisce un mobbing pesante. Sacerdoti, vescovi, dove siete? Avete chiaro in mente che parte delle Sacre Scritture non potrete più citare durante la Santa Messa se la legge dovesse passare?
Non possiamo attendere che i comatosi si sveglino…diamoci da fare.
Chi può, ci vada!

Papà, mamma e bambini è naturale
Tutti nati da un uomo e una donna
Prima di tutto i diritti dei bambini
Nessun bambino da uteri in affitto
Da due ovuli, nessun bambino
Da due spermatozoi, nessun figlio
Uomo e donna, un’alleanza naturale
Francesco Agnoli

Vi prego inoltre di leggere i seguenti link:

Omofobia, la battaglia degli emendamenti 

Dalla Francia sappiamo come andrà a finire

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La scomparsa della famiglia, dei bambini, delle coppie

fm2In Italia oltre alla crisi economica c’è un’altra crisi, è la rivoluzione demografica, che ha un preciso anno d’inizio 1975 e si conclude 25 anni dopo. Lo scrive Roberto Volpi nel suo libro La fine della famiglia, sottotitolo: la rivoluzione di cui non ci siamo accorti. 

Libro pubblicato da Mondadori nel 2007. In questo periodo l’Italia ha perso 350 mila nascite annue, mentre il numero medio di figli della donna italiana nel corso della sua vita riproduttiva si è ridotto esattamente della metà, passando da 2,4 a 1,2. Ce ne siamo accorti? si chiede Volpi, forse si, forse no, indubbiamente ancora si fa fatica a prenderne coscienza. “Ancora oggi stentiamo a capire quali ricadute sociali comporti il fatto che i bambini siano diventati così pochi. Diciamo denatalità e il pensiero corre a qualcosa di tecnico, lontano dalle cose e dai problemi di tutti i giorni”. Eppure questo fenomeno ci tocca da vicino e non possiamo far finta di niente.

Non è la prima volta che sui giornali o in televisione si sente dire che in Italia non si fanno più figli, che i divorzi aumentano e che i giovani restano a casa dai genitori ben oltre i trent’anni. Ma tutto questo non fa scattare l’allarme, si pensa che l’archetipo familiare non viene intaccato, si pensa che ancora la nostra società è composta in grandissima maggioranza da famiglie tradizionali. Il professore Roberto Volpi dimostra che il Paese è completamente cambiato:“un quarto delle famiglie è formato da un solo individuo (single, divorziato, vedovo), quasi un altro quarto da coppie senza figli, e per il resto da una maggioranza di coppie con un unico foglio e da un numero crescente di famiglie con un solo genitore”. Continua a leggere

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Via Crucis contro i matrimoni omosessuali!

Via Crucis contro i matrimoni omosessuali!

Sabato, 06 Aprile 2013 a Parigi, che Dio li benedica!

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Crocifissi nella carne per diventare samaritani della vita

269358_4433261757570_744270792_nAssurdo. Ma siamo matti? “Non è possibile… solo sei ore fa avevo sentito i suoi vagiti”. Ed ora, invece, avverto tutto il dramma di una vita innocente che sta con un passo verso il baratro.
Nella confusione mi sento anche rimproverare, in modo educato, dall’équipe medica: “Lei è un incosciente. Come le è venuto in mente di far partorire sua moglie in questa struttura?”. Eh già… hanno pure ragione i camici bianchi ma “guardi che noi non ne sapevamo niente di questa cosa!”.
A me nessuno aveva detto niente, in tanti incontri di check-up nelle visite ginecologiche regolarmente effettuate da mia moglie. Intanto la diagnosi è sconosciuta per noi e, comunque, terribilmente comunicata dai medici: “Cuore sinistro ipoplasico. Portiamo vostro figlio urgentemente ad Ancona”. Qui, all’ospedale di Lanciano (CH), ascolto impotente, insieme a mia moglie Daniela. I nostri bimbi, Davide e Cristiana, due e quattro anni, non capiscono: avevano fino a dodici ore prima accarezzato il fratellino attraverso il pancione della mamma, ma adesso dove va l’atteso fratellino appena nato? E quella culletta a che serve? Continua a leggere

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“Tu sei prezioso ai miei occhi…”

 

22 gennaio 2013 – 40 anni di aborto, 40 anni di una strage senza precedenti!

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Il caso si chiama Dio!

Schöpfung-12Ogni giorno, in tutte le scuole di ogni ordine e grado del mondo occidentale, si insegna la teoria evoluzionista come un dato di fatto, pacificamente accettato e ampiamente dimostrato. Dopo Darwin (il biologo inglese che nel 1859 formulò la teoria dell’evoluzione), la vita non è più considerata creatura di Dio, ma frutto dell’evoluzione continua della materia, auto-sussistente ed auto-organizzata. Il mistero della vita, si insegna, è stato risolto ed è perfettamente spiegato nei testi di biologia dei nostri ragazzi, nei documentari naturalistici o nei trattati di neuroscienze che riducono il pensiero umano e l’autocoscienza a banali reazioni biochimiche. Che cosa rispondere ai nostri ragazzi? Nella natura osserviamo le tracce di un “disegno intelligente” o piuttosto i tratti beffardi di uno scarabocchio senza autore? Continua a leggere

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Il prodigio della vita!

Come sono grandi le tue opere Signore, quanto profondi i tuoi pensieri. (Sal. 91)

65371-preview-pressemitteilung-prosieben-television-gmbh-das-wunder-des-lebens-bei-galileoL’uomo può fare molte cose, manipolando con la tecnica la realtà fisica che lo circonda, ma non sarà mai in grado di produrre l’essere dal nulla. Tutto ciò che esiste, dal granello di sabbia alle vette dei monti, dal filo d’erba al bimbo che nasce, riceve da Dio l’essere in ogni momento della sua esistenza. Ma l’Altissimo assegna anche alle cose create un fine da conseguire, e verso questo fine le guida e le dirige. Questo scopo è Dio stesso, il primo principio che da nulla dipende, da cui tutto deriva, a cui tutto ritorna: “alfa e omega, primo e ultimo, principio e fine.” (Ap. 22,13) Continua a leggere

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UNO DI NOI!

UNO DI NOI!

Per favore, amici, firmate e fate girare, è troppo importante, anzi: VITALE che vengano raccolte le firme necessarie. Leggete il link e grazie!

 

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Festa della Sacra Famiglia

SANTA FAMIGLIA – Card. Giacomo Biffi

1344_geburt_christiNella famiglia umana come è stata pensata da Dio, lo sposo è totalmente diverso dalla sposa ed essere genitori è totalmente diverso dall’essere figli; ma sposo e sposa, genitori e figli devono essere un’unica cosa nell’unità della casa. Ciascuno ha un volto, un cuore, un’anima sua; e dall’unità dei volti, dei cuori, delle anime nasce e sussiste il miracolo della famiglia.”Dio, nella Trinità, vive così: nella diversità delle persone e nell’assoluta unità dell’essere, della potenza, dell’azione. E alla divina realtà si ispira il disegno che Dio ha pensato per noi. Ma noi siamo sempre tentati di sovrapporre al disegno del grande Artista i nostri scarabocchi, che spesso sono rovesciamenti integrali della prospettiva originaria. Invece di avvalorare i pregi della singolarità personale ci proponiamo il livellamento; invece di mirare a fonderci nell’unità, esasperiamo l’individualismo. L’uomo, si dice, è uguale alla donna: devono avere le stesse funzioni, gli stessi compiti, lo stesso tipo di vita, in modo da essere interscambiabili. I padri e i figli devono essere messi sullo stesso piano: tutti devono giudicare, decidere, comportarsi esattamente nello stesso modo. In questa maniera il progetto divino è capovolto, e la famiglia, uscita dai binari che sono stati predisposti per lei, procede nella storia tra crescenti disagi. Continua a leggere

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Santa Maria di Guadalupe – 12 Dicembre

LE APPARIZIONI E IL MIRACOLO DELL’IMMAGINE DI “MADRE INCINTA DI TRE MESI” STAMPATASI SUL MANTELLO DI SAN JUAN DIEGO

LA STORIA STRAORDINARIA DELLE APPARIZIONI E DELL’IMMAGINE MIRACOLOSA

guadalupeerscheinungen_300Un giorno in cui contemplava una riproduzione dell’Immagine di Nostra Signora di Guadalupe, Papa Giovanni Paolo II fece questa confidenza: «Mi sento attirato da quest’Immagine, perché il viso è pieno di tenerezza e di semplicità; mi chiama…». Più tardi, il 6 maggio 1990, in occasione di un pellegrinaggio in Messico, il Santo Padre beatificava il messaggero di Nostra Signora, Juan Diego, e diceva: «La Vergine ha scelto Juan Diego fra i più umili, per ricevere quella manifestazione affabile e benigna che fu l’apparizione di Nostra Signora di Guadalupe. Il suo viso materno sulla santa Immagine che ci lasciò in dono ne è un ricordo imperituro». Nel secolo XVI, la Santa Vergine, piena di pietà per il popolo azteco che, vivendo nelle tenebre dell’idolatria, offriva agli idoli innumerevoli vittime umane, si è degnata di prendere in mano essa medesima l’evangelizzazione degli Indiani dell’America Centrale che erano anch’essi suoi figli. Un dio degli Aztechi, cui era attribuita la fertilità, si era trasformato, con l’andar del tempo, in dio feroce. Simbolo del sole, quel dio, in lotta permanente con la luna e le stelle, aveva bisogno – così si credeva – di sangue umano per restaurare le proprie forze, poiché, se fosse perito, la vita si sarebbe spenta. Sembrava dunque indispensabile offrigli, in perpetuo sacrificio, sempre nuove vittime.

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Importante comunicato stampa!

COMUNICATO STAMPA

Voglio Vivere organizza appello a favore dell’Intergruppo parlamentare per la vita

«Il Parlamento fermi le DAT, anticamera all’eutanasia»

Il responsabile Maniscalco: «Costituzione difenda la vita fino alla morte naturale»

Roma, 12 ottobre 2012 – «Le dichiarazioni anticipate di trattamento rischiano di aprire più di una breccia all’eutanasia. Riteniamo che nella legislazione attuale esistano già delle norme a tutela della persona umana. Meglio in questo caso, nessuna legge che una cattiva legge». Con queste parole il responsabile della Campagna Voglio Vivere, Samuele Maniscalco, commenta la riunioneche martedì prossimo, 16 ottobre, terrà il Comitato promotore dell’Associazione Intergruppo Parlamentare per il valore della vita riguardo alle “Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento” (D. A. T.).

«Voglio Vivere auspica che l’Intergruppo Parlamentare per la Vita, guidato dal senatore Stefano De Lillo, fermi l’iter legislativo per l’approvazione delle D.A.T. Per tutelare veramente la vita sarebbe opportuno modificare la Costituzione introducendo nell’articolo 2 la difesa della vita dal concepimento fino alla morte naturale. Per fare ciò occorre una forte sensibilizzazione dei politici da parte degli elettori, ed è per questo – conclude Maniscalco – che invitiamo tutti a sottoscrivere un appello che abbiamo indirizzato all’onorevole De Lillo affinché si faccia carico di avviare un serio dibattito parlamentare a tal riguardo».

La sottoscrizione può essere firmata dal sito: http://www.associazione-vogliovivere.it/campagne-online/schierati-a-favore-della-vita/firma-la-petizione

Ufficio stampa Voglio Vivere

Daniele Piccini, tel. 06 98262330, daniele.piccini@mabq.com; mob.: 3666175655

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Guardare negli occhi della vita con coraggio, e viverla!

Guardare negli occhi della vita con coraggio e viverla!

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Il Giardino della giovinezza che il mondo non conosce

Ricordate quel milione di giovani, per l’anno santo del 2000, a Roma, attorno a papa Wojtyla? Cantavano “Jesus Christ, you are my life”. I giornali laici li sbeffeggiarono dicendo che in realtà quella era una fede di facciata, superficiale.

Era vero? Che ne è di loro?

Chiara Corbella è la risposta. La sua storia sta commuovendo il mondo. Chiara è una bella ragazza nata a Roma nel 1984. La sua famiglia, credente, frequenta il “Rinnovamento carismatico cattolico” in cui anche lei è cresciuta.

A 18 anni, nel 2002, durante un pellegrinaggio a Medjugorje, conosce Enrico, si innamora e dopo pochi mesi sono fidanzati.

E’ un rapporto vivace e turbolento, fatto pure di rotture, stando al suo racconto. La vicinanza dei frati francescani aiuta i due giovani a fare le scelte decisive.

Si sposano il 21 settembre 2008 ad Assisi. Presto Chiara si trova incinta. Ma qui accade il primo dramma. Maria, la bambina che porta in grembo, ha una grave malformazione per la quale non potrà vivere al di là della nascita. Continua a leggere

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In difesa della vita

Oggi è il 28 settembre, venerdì. Domani inizia il week-end di meritato riposo; qui al nord l’autunno si avvicina; Milano è più grigia che mai; e la cervicale non mi dà tregua. Tutto normale, tutto tace. Invece in più di 30 Paesi del mondo oggi, sì proprio oggi si celebra la «Giornata Globale dell’Aborto» per chiedere che ovunque e per tutti sia più facile accedere alle pratiche di soppressione della vita umana ancora nel grembo della madre. Un collega l’ha giustamente ribattezzata  «Giornata dell’Orgoglio Abortista». Con alcuni amici, e con il supporto logistico indispensabile di Samuele Maniscalco, responsabile della campagna Voglio Vivere  ci siamo sentiti degl’indigandos veri e abbiamo deciso di protestare. Continua a leggere

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Contro la strage degli innocenti! Firmate la petizione!

Cliccate sul link sotto e siete già sulla pagina giusta!

Sottoscrivete la petizione riempendo i campi sottostanti. 

 

Preghiamo che il Signore e Maria Santissima, la Mamma per eccellenza, sciolgano i cuori induriti.

 

 

 

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«La Giornata mondiale per l’aborto è una minaccia alla vita e alla libertà»

TEMPI non ha perso tempo a pubblicare il nostro appello contro “la giornata dell’aborto”

L’associazione Voglio Vivere punta il dito contro l’iniziativa indetta venerdì 28 dalle associazioni abortiste. Il responsabile Maniscalco: «In pericolo il diritto all’obiezione dei medici. I nostri sostenitori mandino una lettera ai direttori dei loro quotidiani»  Settembre 26, 2012 Redazione

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dell’Associazione Voglio Vivere contro la “Giornata mondiale per l’aborto”

«La Campagna Voglio Vivere, auspica che quante più possibili associazioni “pro-life” denuncino la gravità della Giornata mondiale per l’aborto “accessibile, legale e sicuro” indetta, per venerdì 28 settembre, dai movimenti abortisti di tutto il mondo. La Giornata intende, evidentemente, non solo rendere legale e totalmente libero in tutto il mondo l’uccisione deliberata di milioni di esseri umani, ma anche lanciare un’offensiva contro coloro che si battono a favore del diritto alla vita, per tacitare le loro voci di dissenso. Inviteremo i nostri sostenitori a scrivere ai direttori dei loro quotidiani per chiedere una “presa di posizione contro questo nuovo attacco alla vita nascente”».

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GIORNATA PER L’ABORTO-ATTO D’INCIVILTÀ SUPREMA (lettera tipo da inviare)

GIORNATA PER L’ABORTO

ATTO D’INCIVILTÀ SUPREMA

RIPARIAMO SUBITO!

Venerdì 28 settembre verrà celebrato il Global Day of Action for Access to Safe and Legal Abortion: si manifesterà pubblicamente, cioè, per chiedere che le norme giuridiche che nel mondo già consentono la soppressione della vita umana innocente quando essa è ancora nel grembo della madre vengano ulteriormente liberalizzate.

L’iniziativa giunge in concomitanza con le nuove direttive tecniche riguardanti l’aborto emanate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che punta al medesimo obiettivo. Il documento, intitolato “Safe abortion:  technical and policy guidance for health systems” (“Aborto sicuro: guida tecnica e politica per il sistema sanitario”) afferma tra le altre cose:

“(…) I professionisti sanitari che invocano l’obiezione di coscienza devono avviare la donna ad un altro professionista con buona formazione e disposto a fare l’intervento, lavorando nello stesso centro sanitario o in un altro centro d’accesso facile autorizzato alla pratica secondo la legislazione nazionale. Quando questo avvio non è possibile, il professionista sanitario che ha delle obiezioni sull’aborto deve praticarlo lui stesso per salvare la vita della donna o per evitare danni alla sua salute”.

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Attenzione, diffondete per favore!

Cara amica, caro amico:

le numerose organizzazioni favorevoli aborto sparse per il mondo hanno indetto per venerdì 28 settembre una “giornata mondiale per l’aborto” per richiedere l’eliminazione degli ultimi ostacoli all’aborto libero (obiezione di coscienza compreso).

Per contrastare questa iniziativa di morte con alcuni amici sto domandando la tua adesione all’appello che ti allego a questa e-mail.

Ti chiedo la cortesia di aderire all’iniziativa inviando una risposta all’indirizzo che vedrai anche qui in calce; d’inoltrare questa mia e-mail a chiunque lo ritieni opportuno invitandolo a fare altrettanto; a divulgare l’Appello tra i tuoi contatti; a diffonderlo sui social network (Facebook, Twiutter, etc.) e di caricarlo sul tuo blog o sul tuo sito Internet.

Come puoi bene immaginare, la stampa sarà sicuramente favorevole a quella ennesima iniziativa contro la vita, ma se ci muoviamo uniti e tempestivamente non potrà ignorare la protesta del mondo pro life.

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Carissimi,
vi prego di diffondere questa iniziativa e di firmare, non deve passare inosservata. Diamoci da fare, credo che oramai c’hanno preso gusto. E io disgusto!

Anna Vercors

Aderisco e invito ad aderire all’appello lanciato da cultura cattolica.it:

Facciamo sentire la nostra voce, in difesa di chi è più fragile ed indifeso

Il mondo civile ha assistito attonito al caso di Rimsha Masih, la bambina disabile pakistana di religione cristiana, che ha rischiato di essere bruciata viva dalla folla inferocita, e che oggi si trova agli arresti presso un riformatorio in attesa di giudizio. Il reato di cui è accusata questa undicenne affetta dalla sindrome di Down è di aver stracciato alcune pagine di un manuale che viene utilizzato per imparare a leggere il Corano, testo sacro della religione islamica. Questo atto avrebbe violato la cosiddetta legge sulla blasfemia, spesso strumentalmente utilizzata per colpire i cristiani in Pakistan, la stessa legge contro cui si era battuto con coraggio il ministro martire Shahbaz Bhatti – scelto come uomo dell’anno 2011 da CulturaCattolica.it – ucciso dal cieco fanatismo islamico. Questa…

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Chiara e la croce

Dice suo marito Enrico:

Quando vedevo Chiara che stava per morire ero ovviamente molto scosso.

Quindi, ho preso coraggio e poche ore prima – era verso le otto del mattino, Chiara è morta a mezzogiorno – gliel’ho chiesto.

Le ho detto: “Chiara, amore mio, ma questa Croce è veramente dolce, come dice il Signore?”.

Lei mi ha guardato, mi ha sorriso e con un filo di voce mi ha detto: «Sì, Enri’, è molto dolce”.

Così, tutta la famiglia, noi, non abbiamo visto morire Chiara serena: l’abbiamo vista morire felice, che è tutta un’altra cosa».

 

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Vietato la parola “bambini” – testimonianza

Oggi vi propongo un post davvero lungo, lungo… . Un post che tratta l’argomento più urgente e che più di ogni altro mi sta al cuore: l’aborto!
Vi prego di leggerlo, di diffonderlo e di scendere attivamente in campo contro l’aborto, ognuno come meglio crede e può.
Il mio cuore batte per i bambini non nati da quando ho letto una frase di San Padre Pio:
“Basterebbe un giorno senza nessun aborto e Dio concederebbe la pace al mondo fino al termine dei giorni.” (SAN PADRE PIO – risposta ad una domanda del Dott.Lotti)

La testimonianza di un’infermiera che prestava assistenza agli aborti.
Alcune parti di quanto segue potrebbero darvi molto fastidio, leggete solo se vi sentite preparati.

Salve a tutti!
Innanzitutto, vorrei dire che c’è una sola cosa sbagliata nell’aborto: è un omicidio.
Nel 1982 cominciai a lavorare in uno studio di ostetricia/ginecologia nell’area di Livonia (Michigan). Amavo molto i bambini e i neonati, e mi sembrava che il modo migliore per stare con loro fosse lavorare in uno studio di ostetricia/ginecologia. Era veramente entusiasmante vedere la crescita dei bambini da quando vengono concepiti fino al parto. In seguito vedevo i bambini quando li riportavano nello studio. Era veramente entusiasmante. Di fatto, frequentavo la Fiera del Michigan e c’era una bancarella Pro-Life e avevo comprato i miei piedini [una spilla a forma di piedini, grandi come quelli di un bambino a 10 settimane dal concepimento ndT], non comprendendo in che cosa mi stavo mettendo io stessa allora. Mostravo i piedini a tutte le donne, e non mi è mai passato per la testa che quei piedini rappresentavano i bambini morti che venivano abortiti.
Avevamo parecchie donne che passavano per le cliniche che venivano indirizzate ad abortire. Tre dei dottori con cui lavoravo in quella clinica avevano un’attività in proprio e loro avevano quattro studi in tutta l’area. Lì venivano indirizzate le donne.
Dopo un po’, volli andar via dalla clinica semplicemente perché non mi pagavano abbastanza. Un medico mi offrì un incarico in un suo studio privato a Livonia, così accettai l’incarico. Mi spiegò che effettuavano aborti ma, ancora, non ci pensai molto. Allora ero pro-choice, o pro-aborto come direi oggi, e non pensavo molto a ciò che è l’aborto. Pensavo all’aborto come qualcosa che elimina un problema, non che uccide un bambino.
Le donne che venivano allo studio venivano perlopiù per abortire. Noi soli ne effettuavamo quattro al giorno, non era come in una tipica clinica per aborti, ma ne facevamo più della nostra quota. Le donne facevano gli esami di routine del sangue e della pressione, e confermavamo la gravidanza con un test delle urine. Non ebbi esperienza di nessuna donna che abortiva che non fosse incinta, sebbene questo sarebbe potuto capitare. Non ne ero semplicemente consapevole.
Le ragioni che le donne adducevano per abortire erano completamente irreali. Ora lo capisco; ma allora il lavaggio del cervello mi aiutava a capire perché dovessero abortire. Ci avevano detto che come assistenti medici eravamo lì per aiutare le donne, qualunque fossero le ragioni. Molte donne non potevano permettersi finanziariamente di avere bambini, così usavamo esempi, come il prezzo delle scarpine, dei vestitini, quanto costa tirare su un figlio. Se non avevano finito gli studi, l’ostacolo che avrebbe avuto sugli studi, come avrebbero trovato un baby-sitter: chi si sarebbe preso cura di quel bambino per loro? Trovavamo le loro debolezze e lavoravamo su di esse.
Dopo le domande di base, veniva detto loro brevemente che cosa sarebbe accaduto loro dopo la procedura. Tutto ciò che veniva detto loro sulla procedura era che avrebbero avuto dei lievi crampi simili ai crampi mestruali, e tutto finiva lì. Non si parlava loro dello sviluppo del bambino. Non si parlava loro del dolore che il bambino avrebbe provato o degli effetti fisici o degli effetti emotivi che avrebbe avuto su di loro. Non avevano idea di chi le avrebbe aiutate quando sarebbero andate in pezzi in seguito. Venivano portate nella stanza e, come ho detto, non veniva offerta nessuna assistenza psicologica. Queste donne fondamentalmente non avevano idea in che cosa si stavano mettendo dentro. Veniva detto loro solo di sdraiarsi sul tavolo; erano svestite.
Alcune donne ne erano un po’ preoccupate. Ci avevano detto che nel parlare a loro non potevamo mai usare la parola “bambini”. Era sempre del tessuto, tessuto o cellule o grumi di cellule o prodotti del concepimento. Poi cominciavamo la procedura.
C’erano tre procedure fondamentalmente che usavamo, e andrò un po’ più nel dettaglio al riguardo.

Metodo di suzione
La prima è la procedura utilizzata più comunemente, ovvero il raschiamento per aspirazione. Da alcune ricerche che sono state fatte, è stato spiegato che la suzione di queste macchine è 49 volte più forte di quella del vostro aspirapolvere. Comprendo che molti di voi hanno familiarità con molte delle procedure che effettuiamo, ed alcuni forse non lo sono. Ma per quelli che lo sono, vi prego di sopportarmi e pensare soltanto a quello che sto dicendo. Io l’ho visto, e sono qui per riaffermare ciò che avete udito, perché tutto quello che ne leggete è la verità. Niente di tutto questo è una bugia. Non stiamo facendo alcuna esagerazione.
Il raschiamento ad aspirazione normalmente viene eseguito tra 6 e 8 settimane di gravidanza. Lo strumento è inserito nell’utero della donna ed il bambino viene risucchiato fuori dall’utero. Lei prova dolore ed il bambino viene spinto nel barattolo. Lo tiravamo fuori dalla piccola sacca e lo mettevamo nella bacinella. Il medico veniva ad esaminarlo. Se gli sembrava che fosse abbastanza tessuto, prendevamo il bambino, lo mettevamo in un barattolo e lo mandavamo al laboratorio se la madre aveva l’assicurazione. Se non aveva l’assicurazione, il bambino veniva semplicemente gettato via per lo smaltimento rifiuti.

Metodo di smembramento (D&E)
La seconda procedura comune a cui ho assistito è la D&E, cioè dilatazione (dilation) e svuotamento (evacuation). Questa è eseguita normalmente tra le 9 e 16 settimane di gravidanza. Ho notato molte volte che si parla di laminaria nella descrizione. Ma, nella mia esperienza, non usavamo sempre la laminaria. L’usavamo a volte. La laminaria veniva inserita il giorno prima, ed il giorno dopo le donne ritornavano per subire la procedura. Tuttavia, su quelle che non avevano la laminaria, usavamo strumenti che sono come lunghe aste di metallo e ogni estremità è un po’ più larga dell’ultima che era stata inserita nella cervice per aiutare a dilatarla. Naturalmente, durante la procedura, la donna sente parecchio dolore. Le viene fatta un’endovena di Valium o di Sublimaze per aiutarla a rilassarsi, ma lei è sveglia durante tutta la procedura.
La procedura comincia con l’aspirazione del fluido, poi il medico usa il forcipe per entrare e fare a pezzi gli arti del bambino. Avvenne un incidente in cui venne fuori un pezzo bianco e chiesi più tardi al medico che cos’era, ed era il cranio del bambino. Le donne sentono dolore. Non è che soltanto dopo la procedura che comprendono che cosa capita al loro bambino o a loro stesse. Il novanta percento di queste donne cominciano a piangere dopo, e non per il dolore.

Iniezione salina
Il terzo tipo di aborto è quello salino, che viene effettuato dopo 16 settimane di gravidanza. Questo deve essere fatto in ospedale per via delle complicazioni che possono insorgere: non che non possano insorgere le altre volte, ma di più in questo metodo. Il liquido salino è iniettato nel grembo della donna, ed il bambino la inghiottisce. È una soluzione di sale. Il bambino comincia a morire di una morte lenta, violenta. La madre sente ogni cosa. Molte volte è a questo punto che capisce, o è davanti alla realtà, che ha in realtà un bambino vivo dentro di lei, perché il bambino comincia a lottare violentemente per la sua vita. Corre e lotta dentro perché sta bruciando. Potete immaginare il dolore? Versatevi un po’ di acido sul dito e capirete quanto dolore deve provare quel bambino, solo che lui ce l’ha in tutto il corpo. Questa non è una piccola percentuale degli aborti. Avviene molto frequentemente.
Alle donne non venivano mai date alternative all’aborto. Si assumeva automaticamente che loro sapevano ciò che volevano. Non si parlava mai loro delle agenzie per l’adozione. Non si parlava mai della gente là fuori che era desiderosa di aiutarle a dar loro case in cui vivere, di prendersi cura di loro e persino dare loro sostegno finanziario. Gli eufemismi che sono usati – ammasso di cellule, prodotti del concepimento, o solo semplice tessuto – sono tutte bugie.
Io ci sono stata, e ho visto questi bambini completamente formati già a 10 settimane, lunghi cinque centimetri e senza un braccio o con la testa staccata. Queste sono cose con cui dovrò vivere ora. So che il Signore mi ha perdonata, ma non potrò mai cancellare queste cose dalla mia mente. Il suono di quelle ossa che si rompono, la vista di quei bambini. Mi sembra che più vado avanti a lavorare con la gente pro-life, più mi colpisce. Capisco la realtà di un bambino dentro di te, un bambino completo che sta crescendo.
Tra 18 e 24 giorni il cuore del bambino comincia a battere. Prima ancora che la donna sappia di essere incinta, il cuore di questo bimbo sta battendo. A sei settimane si possono rilevare le onde cerebrali. I suoi braccini e i le sue gambine si muovono intorno. Ad 8 settimane ha già un palmo ed impronte digitali. Il suo sistema nervoso è sviluppato ad 8 settimane. Questo è quando tutti gli aborti vengono effettuati. Ditemi che questo bambino non sente nulla: io vi dirò diversamente.
A 10 settimane si possono contare tutte le dita, ogni dito dei piedi ed anche le piccole costole. Ho visto le piccole gabbie toraciche, ed è così chiaro. A 12 settimane ha tutti gli organi e stanno tutti funzionando. Può dormire; ha l’udito; ha il gusto. Stiamo aspettando che cresca. È esattamente come siete voi ora, solo minuscolo.
Una delle famose frasi che la moglie del medico era solita usare dopo la procedura, quando andava dalle donne che piangevano e dava loro delle pacche sulle spalle era: “È tutto a posto, cara, tutti facciamo errori, ecco perché le matite hanno le gomme.” Come fai a cancellare quel pensiero dalla mente? Dove sarà lei quando quella donna è a rischio di suicidio perché capisce di aver ucciso suo figlio e niente glielo porterà indietro? Dove sarà allora? Lei sarà altrove, a contare il suo denaro ed a comprare auto nuove, o qualcos’altro. A lei non importa.
Mentre ero a Nuremberg (Pennsylvania), mi sono imbattuta in una storia interessante, che ripeto sempre quando parlo, sul piccolo Josh. Sua madre aveva divorziato ed aveva avuto una storia poco dopo. Rimase incinta e fu costretta ad abortire. In seguito, continuò a sentire dolore, così andò dal medico. Non aveva avuto altre storie dopo quella. Così sapeva di non poter essere ancora incinta perché aveva abortito e non aveva avuto altre relazioni. Quel medico le disse che ciò che era successo era a causa dell’aborto, aveva sviluppato un tumore e che avrebbero dovuto farle una isterectomia. Era sul tavolo, pronta per l’operazione quando il medico fece un altro esame e scoprì che non era un tumore. Di fatto lei era ancora incinta. Proseguì la gravidanza ed il piccolo Josh fu di per sé un miracolo. Al programma aveva una felpa con scritto: “Sono sopravvissuto all’olocausto dell’aborto”. Purtroppo, a causa della procedura, aveva una cicatrice da un lato del capo ed era leggermente limitato nell’udito e nella vista. Quello che pensano sia successo è che avrebbe potuto avere un gemello che fu, in realtà, abortito.
Ci sono diversi punti con cui controbattevo, quando lavoravo alle cliniche, alla gente pro-life, come lo stupro. Che dire a proposito di un caso di stupro, quando una ragazza viene sequestrata e, contro il suo volere, concepisce un bambino? Innanzitutto, il dato di fatto è che solo l’1% di tutti i casi di stupro finiscono con una gravidanza. Se sapete qualcosa di genetica o dello sviluppo di queste cose, saprete che quando il corpo di una donna subisce un’esperienza traumatica, come uno stupro, il corpo ovulerà o rilascerà un ovulo molto raramente. Perciò, la gravidanza avviene molto raramente. Ma è questa percentuale molto piccola che la gente pro-aborto ama usare come parte delle proprie tesi. Non credo proprio che l’1% sia abbastanza per giustificare l’uccisione di tutti quei bambini innocenti. Il bambino non ha niente a che fare con lo stupro. È una vittima innocente. Se ti senti così contraria alla gravidanza, c’è gente pronta ad aiutarti. Puoi sempre dare il tuo bambino in adozione e dare una buona casa al bambino.
L’altro argomento famoso sono gli abusi sull’infanzia. Sapevate che la maggioranza dei casi di abusi su bambini riguardano tutti gravidanze volute? Cercate di usare questo dato a vostro favore la prossima volta che qualcuno parla di abusi sull’infanzia. L’aborto è l’estremo abuso sull’infanzia.
Avevamo un gruppo piuttosto interessante di persone fuori dalla nostra clinica: quelli che facevano picchettaggio. Erano là fuori ogni giorno con le loro insegne, a camminare avanti e indietro, e ci apparivano veramente ridicoli. Ci avevano detto di ignorarli perché erano sciocchi, non sapevano che cosa stavano facendo. Non capivano le giustificazioni di queste donne e, naturalmente, io ci credevo. Così quando andavo alla macchina, ogni giorno che erano lì, guardavo in basso, non li guardavo per niente. Temevo quello che avrebbero potuto dirmi. Ma scoprii che erano tutte persone veramente amorevoli. Una in particolare è Lynn Mills. Lei è la direttrice di Pro-Life Action League del Michigan. Da allora siamo divenute grandi amiche.
Un giorno decidemmo d’incontrarci in un ristorante del posto con una delle mie colleghe, e lei aveva portato con sé una delle sue amiche. Dibattemmo tutte quelle questioni che pensavo facessero sì fosse una cosa giusta abortire. Lynn aveva una ragione od una risposta per ogni domanda che le facevo. Tornai. Ci volle un po’ più di tempo, ma alla fine centrò il segno. E più di questo, penso che ci fosse il Signore che lavorava su di me allora. Penso davvero che mi ha dato la forza di sopportare tutto quello che vidi in quella clinica. Stetti lì solo per sei mesi, ma penso che c’era una ragione per questo, perché ora posso andar fuori e raccontare a tutti ciò che ho visto.
Sapevate che nel 1973 l’aborto ha ucciso quasi due milioni di bambini? Ci sono stati più bambini uccisi dall’aborto di tutta la gente uccisa in tutte le nostre guerre.
Ci sono alcune esperienze di cui voglio parlare prima che me ne dimentichi. Ci fu l’incidente di un bambino che era circa di 16 settimane. Una delle ragazze mi aveva chiamato nel laboratorio mentre stava ripulendo, e all’estremità della cannula, cioè lo strumento all’estremità del tubo, c’era il piedino di un bambino. Era lungo circa un centimetro. Questo piede era perfettamente formato. Non potevo crederci. Fui così sorpresa dal vederlo. Era tutto nero e blu. Quando lasci cadere qualcosa sul tuo piede ed il tuo piede rimane livido, generalmente è a causa del dolore. Il corpo del bambino era stato completamente fatto a pezzi dall’aborto.
In un altro incidente, il tubo si separò con uno scoppio dalla macchina e il sangue ci schizzò tutto addosso. La povera donna era sdraiata e piangeva. Era troppo tardi per ognuno di noi per fare qualsiasi cosa. Il bambino era morto.
Mi hanno detto che uno dei problemi dei pro-life è che parliamo troppo dei bambini che vengono fatti a pezzi [questo non sembra essere un “problema” italiano, ndT]. Mostriamo queste terribili immagini, indugiamo troppo su di esse. Cosa dovremmo fare? Questa è la realtà dell’aborto. Dovremmo dire: Oh, non andare ad abortire, il tuo feto o tessuto, diverrà deceduto? Non ha senso. Tu dici loro la verità, i fatti. Sì, i bambini appaiono così dopo l’aborto. E sì, fa male al tuo bambino e, più di tutto, colpisce le donne.
Ci fu l’incidente di una ragazza quattordicenne la scorsa primavera, era incinta. Sua madre la costrinse ad abortire. Il medico fece un pasticcio e adesso lei è sterile. Quella madre cosa risponderà alla ragazza quando crescerà e capirà che non potrà mai avere un bambino?
Ci fu il caso di una signora che venne alla clinica, era sposata con uno straniero. Questo fu molto interessante perché ancora, ancora oggi, non capisco come esistesse questo matrimonio. Lui non parlava inglese e lei non parlava la sua lingua. Immagino che ci fosse una qualche comunicazione, ma non abbastanza. Lei gli disse che voleva fare un bambino. Lui non sapeva che cosa stava facendo ed alla fine lei rimase incinta. Quando lei gli disse che aspettavano un bambino, lui si arrabbiò. Non voleva un bambino. Non sapeva che era questo ciò che stava facendo. Allora, lei venne ed abortì. Così, senza ragione. Non voleva un bambino adesso. Tutto qui.
Venne un’altra donna alla clinica per il suo nono aborto. Aveva circa 40 anni. Nove! Non c’è giustificazione per questo. Proprio non lo capisco. Rimango a volte sbigottita a ripensarci [meglio non parlarle del caso della donna italiana che ha abortito 40 volte ndT].
Vorrei sollevare un punto interessante riguardo al picchettaggio presso le case dei medici che è anche davvero imbarazzante per me. La prima esperienza di picchettaggio che ho mai fatto fu quando Lynn mi trascinò alla casa del mio medico. Per tutta la strada ero in lacrime. Me ne stavo con le mani in mano: Ti prego Signore, fammi andare via, fa’ che passi, fa’ che non sia a casa. Non voglio proprio vedere questo tipo. Ed eccoci lì, facendo picchettaggio. La gente stava venendo a parlare con noi. Improvvisamente uscì un vicino e disse che non viveva più lì, si era trasferito in California. Tutto quanto per nulla!
I nostri medici erano soliti lavorare anche nel campo degli uteri in affitto, cosa che sta diventando molto diffusa per i pazienti sterili. Non potevo capire come poteva andare in una stanza ed uccidere un bambino, e poi andare nella stanza vicina e sforzarsi al massimo per cercare di fecondare un’altra donna per una coppia che non può avere bambini. Era ancora più strano perché una volta ogni tanto ricevevamo una lettera da, ad esempio, una coppia della California che non poteva avere bambini. Mandavano lettere a diversi studi, sperando di ottenere una risposta da una donna incinta che volesse dare il suo bambino in adozione a loro. Il medico non considerava per niente tutto questo. Gliene accennai. Dissi che questa coppia era così bella, una bella foto, una bella casa, e facevano dei bei soldi. Potevano offrire tutto a un bambino. Chiesi al medico: Perché non indirizziamo una delle nostre donne a loro? Mi disse che non potevamo farlo, le donne erano lì perché questo è ciò che vogliono e non dovevamo interferire con la loro decisione. Questa era risposta che ci veniva sempre data.
È apparso un articolo su un giornale di Livonia un po’ di tempo fa. La clinica per cui avevo lavorato era stata evidentemente venduta ad un altro medico, e aveva messo un annuncio sul giornale con un tagliando per uno sconto sugli aborti. Prendemmo il telefono e cominciammo proprio ad insistere. Dovemmo fare del nostro meglio. L’annuncio fu tolto la settimana dopo e non lo rimisero più.
Probabilmente la cosa più efficace che mi ha fatto cambiare idea fu un incubo che feci una notte, poco dopo avere incontrato Lynn. Feci questo sogno in cui ero nella stanza per gli esami con il medico, ed avevamo appena terminato un aborto. Accanto al tavolo c’era un altro piccolo tavolo ed avevamo un piccolo bambino circa altrettanto lungo. Non ho mai veramente fatto questa esperienza, ma questo bambino era nato. Era sdraiato al bordo del tavolo. La sua gambina stava penzolando fuori dal bordo ed il suo corpo era coperto con un panno di carta. La madre lo guardò e disse: “Devo stare sdraiata qui e guardare questo bambino?”. Il medico mi chiese di portare il bambino al laboratorio. Presi il bambino, era uno di quei sogni in qui c’è un salone senza fine, vai avanti, avanti, e non raggiungi mai la tua destinazione. Tutto quello che sentivo nella mano era questo bambino grande. Mi svegliai, piangevo ed ero sudata. Niente nella mia vita mi ha mai scosso di più. È stata l’esperienza più terribile che abbia mai fatto. Per la prima volta della mia vita compresi che ero implicata nell’uccisione di bambini innocenti. Non effettuavo l’aborto in sé, ma avrei ugualmente potuto farlo. Diedi quegli strumenti al medico. Ho ancora incubi, non così frequenti e non tanti, ma penso sia un promemoria per ricordarmi che devo andare avanti per quei bambini e, con l’amore ed il sostegno che ho dai miei nuovi amici pro-life, sono in grado di farlo.
Spero che qui nel nostro convegno ci siano degli infiltrati perché ciò che dico è vero. Voglio che ci pensiate. Quando andate a casa ed avete degli incubi su quei bambini morti, è perché li state uccidendo. Questo è quanto. L’aborto è un omicidio. Non c’è altro modo di girarla. Speriamo che chiamerete uno di noi e, vi garantisco, noi saremo a braccia aperte per salutarvi ed aiutarvi in questa terribile esperienza.

Questa testimonianza fu data da Deborah Henry originariamente ad un seminario/laboratorio “Meet the Abortion Providers” (ti presento gli abortisti) sponsorizzato dalla Pro-Life Action League di Chicago, diretta da Joe Scheidler. Priests for Life offrono il loro video “Inside the Abortion Industry” (dentro l’industria degli aborti), contenente brani delle testimonianze di diversi ex-abortisti.
(M.Grazia)

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Straordinario, perché vero, intervento di Costanza Miriano al convegno in occasione de “La Marcia per la Vita”.

il blog di Costanza Miriano

di Costanza Miriano

Ecco gli appunti del discorso che ho fatto sabato scorso dal palco dell’Università Regina Apostolorum, dove si è tenuto il convegno per La Marcia per la Vita. A dire la verità non mi ricordo se ho detto poi davvero queste cose, comunque più o meno questo era l’intento.

Non ho alcuna autorità per essere qui, se non credo, perché sono una moglie, una mamma di quattro bambini, e ho scritto un libro con cui ho cercato di sedurre le donne per conquistarle alla causa del matrimonio e della dedizione alla famiglia, e per farlo ho cercato un linguaggio nuovo. Per esempio divertendomi ad accentuare un po’ la mia frivolezza, che nella realtà non è per me così fondamentale. Credo infatti che, per riconquistare le donne che si sono perse, la partita dobbiamo giocarla prima di tutto sulla bellezza; è per questo che la cosa che mi…

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