La conversione di un acrobata

cha02sig

Sotto… un vuoto da riempire,

dentro… un’oscurità da illuminare,

infinita,

poi quell’angoscia che mi prende

tutte le volte che ci penso

e che a volte non mi fa dormire…

scorgere in quell’abisso il desiderio di Dio,

nel silenzio profondo dell’anima,

con le mani giunte di preghiera

ma serrate sul trapezio della vita…

all’ombra delle cupole

di questo circo capovolto del mondo,

specchiarsi nella faccia della luna,

che gioca a nascondino tra le nuvole,

e vedere lacrimare i balconi,

di acqua e di terra,

nella frescura calma della sera…

come  navigare sui moti ondosi,

dopo il temporale che passa,

di questa sensualità vogliosa

smargiassa

che asseconda ancora la corrente dei sensi,

ma con le briglie del tempo …

 

codardo come un vile,

ma per il pubblico un eroe,

perché ho paura da vendere

ma anche il coraggio dei circensi…

 

Mi lancio bene in quel vuoto,

aggrappandomi alla speranza

di quella buona, che ti riempie le mani,

ogni giorno, sempre…

e faccio mille acrobazie,

per non sentirmi solo,

che a volte mi sembra di esserlo,

anche sommerso dagli applausi,

anche in mezzo alla gente…

mentre sotto c’è un vuoto da riempire,

dentro, un’oscurità da illuminare,

infinita…

 

e scoprire che è una grande grazia,

quell’angoscia che mi prende…

 

(Crescenzo)

Categorie: La Cattedrale | 1 commento

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Un pensiero su “La conversione di un acrobata

  1. Stupenda, Crescenzo, grazie!

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