Ma come ci si pone il problema di Dio? (II)

Anno della Fede!

Il punto imprescindibile da cui partire consiste nell’abbandonare i miti della modernità e del progresso secondo cui tutto dipende da me, e io sarei il padrone assoluto della mia vita. Io non ho deciso di nascere e questo azzera ogni discussione: mi sono ritrovato a vivere (ccc,34). Noi siamo messi con la nostra intelligenza davanti all’universo  alla vita, a noi stessi: per vivere non possiamo fare a meno di provare a comprendere, e chiediamo alla realtà che cosa essa è.“Perché esiste qualcosa e non il nulla?” (A. Einstein) E’ Dio stesso che ci chiede di capire, quando, come il primo comandamento insegna, ci spinge ad amarlo con tutta la nostra mente e con tutto il nostro cuore(ccc,35). Non ci sono alibi in questo campo, ognuno è chiamato a dare il meglio di se stesso. La scienza in fondo, come la filosofia, sono un tentativo, seppur parziale, di dare risposte a questa domanda.

La Scienza. Dio non è conoscibile scientificamente perché le leggi ricavate dai fenomeni, non possono oltrepassare il mondo dei fenomeni stessi. Per fare questo la scienza non ha né principi, né metodo; non conosce che fatti e concatenazione di eventi. Ma le cause prime non la riguardano in alcun modo, proprio perché queste (le cause prime) sono anteriori all’oggetto dei suoi studi. Sarebbe come voler spiegare il mondo, servendosi del mondo stesso. Si può dire che tutte le spiegazioni che la scienza elabora rappresentano altrettante domande. Solo al di là di queste si può trovare la spiegazione soddisfacente, il cui nome è Dio (ccc,48). Quanto all’interpretazione e all’orientamento della vita umana la scienza è, per sua natura, radicalmente impotente. Che cosa offre infatti di efficace contro il dolore e la miseria morale, i limiti dell’esistenza e la morte?

E la Filosofia? Per essa Dio è al tempo stesso conoscibile ed inconoscibile. Vale a dire che si può dimostrare razionalmente l’esistenza di Dio, perché la ragione oltrepassa i fenomeni e procede dagli effetti alle cause, e di causa in causa, la ragione può tendere ad una causa suprema. Ma il carattere stesso di questo tipo di causa, perché sia in grado di svolgere il ruolo che le si attribuisce, è di essere infinita e di conseguenza inaccessibile in se stessa. In effetti Dio è, per noi quaggiù, inconoscibile in se stesso. Nessun concetto è abbastanza ampio, Lui solo può definirsi. Lui solo può dire se stesso mediante una parola vivente, che è il suo Verbo. Credere in Dio è l’ultimo traguardo della filosofia e il primo passo della Fede. In filosofia è tutta la conoscenza umana che giunge a chiarire debolmente la nozione di Dio. Dal momento dunque che Dio si è rivelato nel mondo, si può trovare traccia di lui, sia nella natura che nella rivelazione (ccc,49).

“Il materialismo è una dottrina filosofica che alle meraviglie visibili attribuisce delle spiegazioni risibili, e alle meraviglie invisibili, quelle dell’anima, delle spiegazioni inesistenti, che non concernono in alcun modo l’ordine dei fatti che essa vuole spiegare. Tutto quaggiù è forma, numero, armonia e ritmo, danza e musica; nulla è materia inerte e cieca. (A. Sertillanges)

(ccc: catechismo della Chiesa Cattolica)

A cura di Palmiro CLERICI

Prima Minicat: Qualche ragione per credere

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25 pensieri su “Ma come ci si pone il problema di Dio? (II)

  1. Mariella Santarelli

    Dona la pace o Signore, tu sei pace donaci il tuo amore buona e santagiornata a tutti

  2. 61Angeloextralarge

    Stampato ieri sera… smack! :-D

  3. Farsi domande e cercare risposte e non con la luce spenta, ma con un enorme faro!
    Un grande abbraccio

  4. paola

    Scusatemi, cos’è esattamente la prayer list? Come funziona?

  5. 61Angeloextralarge

    Paola: scusa il ritardo ma non sono tornata nei post recenti… Grazie per lo smack ricambiato. :-D
    Se vuoi conoscere il gruppo di preghiera online o come l’ha ribattezzato molto “strangeristicamente” Karin, la “prayer list”, entra in questo link:
    http://www.partecipiamo.it/angela_magnoni/chiedete_e_vi_sara_dato.htm

    Trovi una casella postale alla quale inviare le richieste di preghiera che hai.
    Se poi, per grazia ricevuta, desideri sapere qualcosa di più dell’altra faccia di questa medaglia, cioé degli intercessori, e/o sapere come è nata la faccenda, contattami tranquillamente alla stessa casella postale. ;-)

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