Flavia Iulia Helena ossia: Sant’Elena!

Sant’Elena – Madre dell’Imperatore Costantino

Elena, al secolo Flavia Iulia Helena, sembra sia nata a Drepanum in Bitinia nel golfo di Nicomedia (attuale Turchia); suo figlio Costantino rinominò infatti la città in Helenopolis (“città di Elena”) in suo onore, cosa che ha condotto successive interpretazioni ad indicare Drepanum come luogo di nascita di Elena.

Il vescovo e storico Eusebio di Cesarea, autore di una Vita di Costantino, afferma che Elena aveva 80 anni al suo ritorno dalla Palestina, riferendosi ad un viaggio avvenuto nel 326/328; Elena nacque dunque nel 248 o nel 250.

Le fonti del IV sec., che seguono il “Breviarum ab Urbe condita” di Eutropio, affermano che era di bassa condizione sociale. Aurelio Ambrogio è il primo a chiamarla stabularia, un termine traducibile come “ragazza addetta alle stalle” o come “locandiera”; nell’uso di Ambrogio si tratta di una virtù, in quanto il vescovo di Milano la definisce una bona stabularia, “buona locandiera”. Altre fonti, specie quelle scritte dopo l’elevazione al trono imperiale di Costantino, ignorano la sua condizione sociale.

Elena fu notata da Costanzo Cloro che la prese con sé; l’esatta natura legale del loro legame è sconosciuta. Le fonti non sono concordi su questo punto, alle volte chiamando Elena “moglie” di Costanzo e alle volte riferendosi a lei come “concubina”. Girolamo, forse confuso dalla terminologia vaga delle sue fonti, si riferisce a lei in entrambi i modi. Alcuni studiosi sostengono che i due genitori di Costantino fossero legati da un matrimonio de facto, non riconosciuto dalla legge, altri affermano si trattasse di un matrimonio in piena regola, in quanto le fonti che sostengono questo tipo di relazione sono le più affidabili.

Elena diede alla luce Costantino nel 272.

Nel 293  Costanzo dovette lasciare Elena per volere di Diocleziano e sposare la figliastra dell’imperatore Massimiano, Teodora, allo scopo di cementare, con un matrimonio dinastico, l’elevazione di Costanzo a Cesare di Massimiano all’interno della tetrarchia.

Elena non si risposò, e visse lontano dalle corti imperiali, sebbene fosse vicina a Costantino, che per lei aveva un affetto particolare. Costantino fu proclamato imperatore nel 306, dopo la morte di Costanzo.

Elena si convertì al Cristianesimo, ed in seguito all’editto di tolleranza del figlio Costantino nel 313, le venne dato ogni onore. Venne dichiarata augusta nel 324.

A 78 anni, nel 326, Elena intraprese un pellegrinaggio penitenziale ai Luoghi Santi di Palestina. Qui si adoperò per la costruzione delle Basiliche della Natività a Betlemme e dell’Ascensione sul Monte degli Ulivi, che Costantino poi ornò splendidamente.

La tradizione narra che Elena, salita sul Golgota per purificare quel sacro luogo dagli edifici pagani fatti costruire dai romani, scoprì la vera Croce di Cristo, perché il cadavere di un uomo messo a giacere su di essa ritornò miracolosamente in vita.

Ma, a questo proposito, Sant’Elena ebbe una visione:

S. Elena, madre dell’imperatore romano Costantino (306-337 d.C.), è raffigurata addormentata, seduta, con la testa reclinata su una mano; la storia sacra le attribuisce la visione, o più propriamente il sogno, che la portò al ritrovamento della vera Croce, materializzata (per così dire) e sorretta da un putto alato. L’iconografia non è quella tradizionalmente diffusa in ambito veneto, ove la Santa generalmente è rappresentata in piedi vicino alla croce.

Questo episodio leggendario è stato raffigurato da tanti artisti, ma i più noti sono i dipinti nella Basilica di Santa Croce in Gerusalemme di Roma e nel famoso ciclo di S. Francesco ad Arezzo di Piero della Francesca.

Insieme alla Croce furono ritrovati anche tre chiodi, i quali furono donati al figlio Costantino, forgiandone uno nel morso del suo cavallo e un altro incastonato all’interno della famosa Corona Ferrea, conservata nel duomo di Monza.

La Corona del Ferro è innanzitutto venerata come reliquia: al suo interno, infatti, si trova un cerchietto in ferro che, secondo la tradizione, fu ricavato da uno dei chiodi usati per la crocefissione di Cristo. Sant’Elena, nel 326, lo avrebbe ritrovato e fatto inserire in un diadema per il figlio, l’imperatore Costantino il Grande. La corona sarebbe poi passata nella mani di S. Gregorio Magno, che ne avrebbe fatto dono alla Regina Teodolinda. 

La Corona ha, infine, un importantissimo valore storico: divenne il simbolo stesso del Regno d’Italia e fu utilizzata per incoronare Carlo V d’Asburgo, Napoleone e Ferdinando I;
ancor prima, nel X secolo, sarebbe stata utilizzata per l’incoronazione di Berengario I.
Oggi è custodita in Duomo, nella Cappella di Teodolinda ed è visitabile in orari e giorni prestabiliti.

L’intento di Elena era quello di consigliare al figlio la moderazione ed indicargli che non c’è sovrano terreno che non sia sottoposto a Cristo; inoltre avrebbe indotto Costantino a costruire la Basilica dell’Anastatis, cioè della Resurrezione.

Elena morì a circa 80 anni, assistita dal figlio, verso il 329, in un luogo non identificato. Il suo corpo fu però trasportato a Roma e sepolto sulla via Labicana ai due lauri, oggi Torpignattara. Posto in un sarcofago di porfido, collocato in uno splendido mausoleo a forma circolare con cupola e trasportato nell’XI secolo al Laterano, oggi è conservato nei Musei Vaticani.

S. Elena è la santa patrona di Pesaro e Ascoli Piceno, venerata con culto speciale anche in Germania, a Colonia, Treviri, Bonn e in Francia ad Elna, che in origine si chiamava Castrum Helenae.

Inoltre è considerata la protettrice dei fabbricanti di chiodi e di aghi; è invocata da chi cerca gli oggetti smarriti; in Russia si semina il lino nel giorno della sua festa, affinché cresca lungo come i suoi capelli.

Nel più grande tempio della cristianità, S. Pietro in Vaticano, S. Elena è ricordata con una colossale statua in marmo, posta, come quelle di S. Andrea, la Veronica e S. Longino, alla base dei quattro enormi pilastri che sorreggono la cupola di Michelangelo e fanno da corona all’altare della Confessione, sotto il quale c’è la tomba dell’apostolo Pietro.

Nonostante sia considerata una delle sante più importanti della chiesa cattolica, quale fondatrice di molte importanti chiese e ritrovatrice della croce di Gesù, non ha molte chiese dedicate. Una basilica si trova a Quartu Sant’Elena, in Sardegna.

Interno della Basilica dedicata alla Santa a Quartu Sant’Elena, Sardegna

Viene festeggiata dalla Chiesa cattolica il 18 agosto, ed il 21 maggio dalla Chiesa ortodossa, come sant’Elena Imperatrice.

Significato del nome Elena: “splendente, fulgore del sole” (greco).

Fonti principali: Vangelo del Giorno, sito di Treviri/Monza/Bonn/Bamberg. Sito della Santa Sede

Fin qui le fonti ufficiali sulla vita di Sant’Elena ma in realtà i misteri ce ne sono, e molti. Ma gli anni passano, tanti anni e le fonti non sono più sicuri, si può presupporre, ma non affermare con certezza. Così accade con Tunica di nostro Signore che, presumibilmente, fu anch’esso trovato da Sant’Elena e per vie non del tutto chiare, è arrivato a Treviri (Germania) dove aveva perso molto della originaria qualità cosi come nel colore perché esposto alla luce, alle intemperie, e soltanto dal 1196 viene custodito nel Duomo in una cappella apposita. Ogni anno si celebra nella città “i giorni della vesta santa” ma solo all’incirca ogni sei anni, questa tunica viene anche esposta, ormai custodita sotto una vetrina e a temperatura stabile.

L’ultima volta, cadde proprio quest’anno, 2012 ed i visitatori, i credenti arrivarono da ogni parte del mondo, come sempre accade durante l’esposizione. La tunica è, come descrive il Vangelo, tessuto di un pezzo unico, senza alcuna cucitura. 

Oppure nel Duomo di Bamberg, sempre in Germania, dove si conservava nella “Cappella del Chiodo” la reliquia del S. Chiodo, oggi al Museo Diocesano, attiguo al Duomo. Anche questo sembra che fu portato da Sant’Elena.

Credo che i “tesori” di Sant’Elena scopriremo man mano tutti quando tratteremo “I Santuari e le Cattedrali del mondo”.

Questa santa non è soltanto eccezionale, ma è affascinante!

Categorie: Cose da Santi..., La Cattedrale | Tag: , , , , , , , , , , , , , , | 7 commenti

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7 pensieri su “Flavia Iulia Helena ossia: Sant’Elena!

  1. 61Angeloextralarge

    Grazie Karin! Smack! :-D
    Questa è per me una bella novità.

    • Tante cose non le sapevo neanch’io, sai. Man mano che sono andata avanti ho scoperto altre cose e sono rimasta affascinata. Dopo tre ore ho detto “basta”, altrimenti non lo posterò mai.
      Ma qui ci vogliono degli articoli apposti per parlare della nostra Europa conquistata dai Santi. Ce ne sono le tracce dovunque. Grandi tracce! :D

  2. mariella santarelli

    Padre nostro che sei nei cieli sia santificato il tuo nome venga il tuor regno. Gloria al Padre al figlio ed allo spirito santo. l’eterno riposo dona ai nostri cari splenda ad essi la luce perpetua. Sotto la tua protezione noi ci rifugiamo non didegnare la nostra suplia di noi che siamo nella prova ma liberaci da ogni male Mariella

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