Divina povertà

Nell’ordine dell’avere, si vedono poveri importuni assediare ricchi indifferenti. Nell’ordine dell’Essere, il rapporto è sovvertito: il ricco importuno mèndica presso poveri indifferenti. Per questo Dio è ad un tempo il più ricco ed il più povero degli esseri.

 ***

I sacrifici parziali non significano niente. Quand’anche avessimo donato tutti i tesori dell’Universo, se ci resta un soldo, il nostro dono è vano. È l’ultimo soldo che compera Dio…

(Gustave Thibon, L’uomo maschera di Dio, SEI, Torino 1971, p. 20)

Categorie: Saggezza, Thiboniana | 15 commenti

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15 pensieri su “Divina povertà

  1. 61Angeloextralarge

    Aiuto! Che mazzata a quest’ora! ;-)
    Dove si trova quella statua così significativa? Scusate l’immancabile ignoranza… :-D

  2. M A G N I F I C O !!!
    Leggendo le parole di Thibon, questa volta ho finalmente compreso perché mi piace così tanto: lui è capace di una sintesi perfetta. Nelle sue parole ritrovo i miei pensieri strampalati ai quattro venti e non sono in grado di arrivare al dunque. Lui mi dà questo “dunque” con parole che spesso incantano. Trovato la ragione! :D

  3. 61Angeloextralarge

    Karin: non voglio fare la tua “fotocopia” ma leggendo il tuo commento non ho potuto non pensare che anche per me è la stessa cosa. mi piace Thibon perché tira fuori quello che ho dento (non so se sono pensieri strampalati come i tuo, direi che possono esserlo tranquillamente mooolto più strampalati… :-) ). Mi piace Thibon perché mi fa esaminare, come pochi altri sanno fare… Virus in arrivo esclusi (non si sa mai cosa abbia Andreas nel suo cilindro da prestidigitatore!). :-D

  4. Posso essere del tutto sincera, nella speranza di nons candalizzare nessuno?
    A me quel brano mette un pelino di ansia!
    “…I sacrifici parziali non significano niente. Quand’anche avessimo donato tutti i tesori dell’Universo, se ci resta un soldo, il nostro dono è vano…”

    Io crredo che tutta la mia vita, passata e presente, sia un lungo susseguirsi di sacrifici parziali. Qualche spicciolo in tasca l’ho sempre tenuto (e spesso ben più di qualche spicciolo).
    Davvero non varranno nulla tutti questi maldestri tentativi?
    Davvero il mio dono è vano?
    Non è che magari Dio riesce a “recuperare” lo stesso qalcosa?

    • 61Angeloextralarge

      Credo che Dio riesca a recuperare lo stesso qualcosa! Altrimenti a che servirebbero le pratiche dell’indulgenza?

      http://www.partecipiamo.it/angela_magnoni/il_tesoro_spirituale_delle_indulgenze.htm

      Però credo anche che Thibon ci voglia indicare di fare di tutto per evitare di trattenere quel soldo, perché quel nostro “trattenere” annulla tutto il nostro “dare”.

      • Sì, è esattamente così. Se Dio vuole allacciare con noi una storia d’amore, le storie più belle non sono quelle dove possiamo dire d’aver dato tutto? Occorre anche dire poi che Thibon si ispira a san Giovanni della Croce, che chiama «il più estremista dei santi», il cuore traboccante d’amore, alieno a ogni mezza misura. Ma credo sia giusto così: bisogna indicare le mete più alte a tutti, anche se poi non le raggiungeranno.
        D’altro canto però Thibon sa bene che la Chiesa è una «rastrelliera dove c’è fieno per tutti i musi», dove ogni anima ha la possibilità di incontrarsi col Signore e vivere questo rapporto secondo la sua “capienza” (l’episodio del “bicchiere d’acqua” raccontanto da santa Teresina).

  5. Per me, quel soldo che tengo in tasca, sono i peccati che devo confessare più spesso e per i quali sto mendicando il perdono di Dio. So che dovrò donare anche questi, lo voglio, ma ci casco sempre. Ma so che, con la grazia di Dio, devo dire “addio” a questi e donarli.

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