Ocio all’occhio!

Mi è capitato varie volte negli ultimi mesi e sempre con la stessa persona: l’occhiataccia. Ieri però mi ha lasciata sconvolta così tanto che neanche oggi riesco a trovare pace.

Il nostro sguardo è un mezzo di comunicazione e come tale può mettere l’altro in uno stato che noi decidiamo a priori. Con gli occhi possiamo comunicare amore, affetto, interesse, accoglienza, gioia, tristezza, ironia, felicità, attesa, spavento, rabbia…etc.
Poche sono le persone che non si lasciano influenzare dallo sguardo di chi abbiano di fronte e non reagiscano di conseguenza. Sguardo risponde a sguardo, come un’azione attende una reazione.

Tutto questo è la normale comunicazione fra noi esseri umani. L’occhio è la lucerna del corpo è rispecchia la nostra anima e lo stato d’animo. Lo possiamo leggere nel Vangelo. Nella Bibbia l’occhio esprime l’orientamento spirituale della persona. L’occhio buono esprime la giusta relazione con Dio, dal quale l’uomo viene totalmente illuminato (Sal 4,7; 36,10). L’occhio cattivo esprime l’opposizione dello spirito dell’uomo nei confronti di Dio. L’occhio viene presentato come il simbolo del cuore, della mente.

Nel vangelo di Matteo l’occhio cattivo è simbolo dell’invidia, dell’avarizia, dell’egoismo (20,15). L’occhio che non accoglie la luce della rivelazione di Gesù diventa ottenebrato. La tenebra totale e definitiva è la perdizione eterna.

L’occhiataccia (dirty eye in inglese) è la mancanza di comunicazione, l’incapacità di trasmettere all’altro il proprio pensiero bensì lo con le spalle al muro. Non c’è voglia di approfondire, di indagare per scoprire la verità e neanche di ascoltare la difesa dell’altro. Come si fa a difendersi, a corrispondere a qualcosa che non si sa interpretare? L’occhiataccia viene sparata al malcapitato come un sentenza. Bang….! Si resta immobile.

Affiorano le domande. Ma perché? Cosa ho fatto? Domande che non si possono fare a voce, perché l’occhiataccia, quella cattiva, quella che ti lancia odio, rabbia, ira, disprezzo, …non è fatta per chiarire, ma per inchiodare, la sentenza è stata pronunciata, il dado tratto, la persona non può difendersi.

Il comportamento di una persona che ama torturare il suo prossimo con questi mezzi merita la nostra pietà perché di sicuro sta peggio di noi e non ha la possibilità di scappare da se stesso. Ma vi confesso che, quando capita a me, come appunto ieri, vorrei reagire come don Camillo con Peppone. Ma non si può, non è elegante, non è fine, non è cristiano.

Come non è cristiano? Litigare e litigare bene, è un sollievo, non divide ma unisce, è l’antibiotico di un rapporto infestato dai batteri.

E io intanto, finché non siamo capaci di litigare, e litigare bene, sto inchiodata con la mia rabbia, il mio disgusto per la rabbia che provo e il mal di pancia per aver dovuto subire un’occhiataccia tanto cattiva.

A me, chiarire e comunicare, piace tantissimo perché siamo stati redenti dal Verbo in persona. Il Verbo eccellente, il Verbo divino, il Verbo della via, della vita e della verità.

Categorie: Karinate | Tag: , , , | 28 commenti

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28 pensieri su “Ocio all’occhio!

  1. 61Angeloextralarge

    Lo sguardo e i suoi effetti

    Con lo sguardo si può trasformare una persona,
    distruggerla o ricostruirla,
    spegnerla o farla rinascere,
    restituirla a sé stessa e al futuro,
    farla piangere o consolarla,
    esprimerle odio o indifferenza o amore,
    dirle che per noi non è nulla
    o dirle che per noi è tutto.
    Ci sono sguardi che diffondono sole
    e chiamano,
    altri diffondono gelo e allontanano.
    C’è uno sguardo per cui tutto finisce,
    un altro per cui tutto comincia
    o ricomincia.
    C’è uno sguardo che dice rifiuto,
    altro che è proposta e attesa.
    Con lo sguardo
    si esprime disponibilità
    o indisponibilità
    si dice a una persona
    se può contare o no su di noi.
    E c’è lo sguardo autoritario
    che riflette la chiara volontà
    di far sentire
    che si è superiori,
    l’essenza segreta del potere.
    A volte il regalo più prezioso
    che si possa fare
    a una persona che vive con noi,
    è uno sguardo diverso.
    In molte situazioni difficili della vita
    ciò che salva è lo sguardo.
    Il destino di un’amicizia o di unione,
    di una famiglia o di una comunità,
    dipende, in larga misura,
    dal modo in cui ci si guarda.

    “Dalla convivenza alla fraternità” di G. C.

  2. 61Angeloextralarge

    Karin: certo che l’autore/autrice di quell’occhiataccia non sa cosa si è perso! :-D

  3. Se la compri di seconda mano! ;)

  4. A questo punto però voglio aggiungere che NON si tratta di mio marito. Lui ha un occhio talmente buono che non gli verrebbe neanche in mente di usarlo per qualcosa di cattivo. :D

  5. Molto spesso è invidia, come nel mio caso. Screzi e occhiataccie a me son capitate, e con una famiglia di chiesa; gente che va a messa in gruppo familiare tutte le domeniche. Tutto è cominciato per una diversità di vedute su una questione condominiale. Gente che, in caso di disaccordo ti toglie immediatamente perfino il saluto, ed evita d’incrociarti o, se non può farne a meno, ti fa occhiatacce: gente stupida, valli a capire. E non è stata solo quella famiglia a farlo. Però l’ho capito, sono invidiosi (come recita il Vangelo di Matteo) perchè noi viviamo in 4 locali, mentre loro in 2 locali e senza box. Che poi nel caso mio cosa c’è da invidiare, dato che, come detto altra volta, sono stato costretto a vivere su sedia a rotelle?

    • 61Angeloextralarge

      Marshall: l’invidia è una brutta bestia! Comunque nelle nostre chiese siamo sempre uomini, quindi anche se le frequentiamo siamo sempre limitati. La nostra umanità prevale sul nostro cammino, soprattutto se ci viene messa una mano al portafoglio. E’ brutto ma ci caschiamo spesso. Però mi ritrovo a pensare che se non frequentassimo le chiese e i gruppi di preghiera, saremmo ancora peggio! Ci pensi? Uno che già è invidioso, accidioso, intollerante e va a Messa, vuoi che un po’ di Amore di Dio non lo recepisca? Pensa come sarebbe se nemmeno avesse occasione di conoscerlo! Non oso pensare a come sarei io se non avessi questo cammino di fede che mi aiuta! Mamma mia che robaccia sarei! Peggio, molto peggio di adesso…

    • Anche nel mio caso si tratta di invidia, Marshall, e nulla di materiale, ma invidia in generale. Non ho ancora compreso di che cosa, forse che sappia amare abbastanza e sono ricambiata. E’ l’unica cosa che mi venga in mente. Ed è triste, e la persona è cattolica, dura e pura.

  6. 61Angeloextralarge

    Karin: mi dispiace per “ste occhiatacce” impurnite. Dimostrano che è molto debole!
    Hai ragione sull’amare gli altri come se stessi: qui ogni tanto casco, anche se mi amo. Non sono una che pretende molto da sé stessa ma mi rendo conto che, a volte ma non sempre, mi piacerebbe fare meglio.
    il commento che ho lasciato a Marshall è soprattutto personale: oltre al fatto che se mi guardo indietro vedo che, nonostante i miei limiti e le mie cadute, il Signore ha fatto tanto e quel tanto era per me impensabile. Ha fatto tutto Lui! io di mio ci ho messo solo la continuità nel seguirlo, sempre tra una caduta e l’altra. Se mi conoscevi anni fa! Ma le mie ferite a quei tempi non erano ancora state guarite dal balsamo dell’Amore di Dio! Per questo ho detto che un po’ d’Amore di Dio passa anche se uno va a Messa ma è str… con i vicini di casa. Poi, conosco tanta gente che si comporta il contrario di quello che chiede Gesù, anche se poi è in chiesa dalla mattina alla sera, ma anche in loro, se guardo bene, negli anni ho visto qualcosa di meno in quanto al peccato e qualcosa di meglio in quanto alla persona: il cammino è lungo e duro! Sai quante volte qualcuno non mi ha dato la mano allo scambio della pace? Una anche recentemente! Che devo fare? Tirarle un calcio? No! Ma chiedo a Gesù che la converta. ;-)

    • E giusto, Angela, anch’io cerco di pregare per la persona che mi detesta, e a volte ci riesco pure, ma alcune mie ferite del passato sono ancora aperte perché troppo profonde e se uno tocca li, mi ferisce. Sono sulla via della santità e la strada è lunga…..
      Però, Angela, un bel calcio…. :P :P :P

      • 61Angeloextralarge

        Karin: UN BEL CALCIO? Ci starebbe mooooooolto bene! :-D Ah! Soddisfazioneeee! :-D
        Ma poi mi rimorderebbe la coscienza! Mannaggia! Ma ci sarà un modo per farla tacere, sta benedetta coscienza? ;-)

  7. Sai, mi morderebbe la coscienza se lo tirassi la dove fa male, molto male. Ma se scelgo un posto innocuo direi che sono stata molto caritatevole. ;) :P

  8. Certo che voi due formate una bella accoppiata.
    Torno a guardarmi Tv2000, la tv vaticana. L’ho scoperta da pochi giorni (canale 28), hanno una eccellente programmazione, di ottimo livello. In pratica è diventata la mia Tv. Oggi ho visto La vita di De Gasperi, che avevo perso su Rai1: una ricostruzione fedele e ben fatta di tutta la sua vita.

    • :D
      Fai bene, Marshall…ma non sempre siamo così agguerrite…solo quando ci vuole. :)
      Anche la mia amica mi parla spesso di TV2000 ma non l’ho ancora visto, la TV è rotta da anni ormai.
      Ma ne ho una piccola per il calcio e il pattinaggio artistico sul ghiaccio.

  9. 61Angeloextralarge

    Mashall 15 aprile 22,06:
    Personalmente ho un certo timore a giudicare gl altri. per due motivi: il primo è che mi frulla spesso in testa il versetto che dice “come giudicherete sarete giudicati”… e siccome so di non essere una cristiana perfetta (come tutti perché la perfezione è solo di Dio), temo il giudizio del Signore, anche se so che il suo giudizio è mooooolto misericordioso. Il secondo è che l’altro versetto che mi frulla in testa ogni tanto è quello del fariseo e del pubblicano… vorrei tornare a casa giustificata da Dio!
    Poi, non per egoismo, ma credo che ognuno di noi debba rendere conto delle proprie azioni a Dio: questo significa che prima o poi anche i nostri fratelli dovranno farlo! Sempre per questo motivo credo che quando sarò davanti a Dio, Lui mi chiederà: “Angela cara! Cosa hai fatto nella tua vita?”… e non mi chiederà: “Angela cara, quanto fastidio ti hanno dato i tuoi fratelli? Quanto male hanno fatto?”.

    Propongo questa preghiera!

    Signore Gesù,
    metti un lucchetto alla porta del nostro cuore,
    per non pensare male di nessuno,
    per non giudicare prima del tempo,
    per non sentir male,
    per non supporre,
    né interpretare male,
    per non profanare il santuario sacro delle intenzioni.
    Signore Gesù,
    legame unificante della nostra comunità,
    metti un sigillo alla nostra bocca,
    sapendo che il primo e concreto modo di amare
    è custodire il silenzio.
    Semina nelle nostre viscere
    fibre di delicatezza.
    Dacci uno spirito di profonda cortesia,
    per riverirci l’uno con l’altro,
    come avremmo fatto con te.
    Signore Gesù Cristo,
    dacci la grazia di rispettarci sempre.
    Amen.

    • 61Angeloextralarge

      Marshall: dimenticato! :-)
      “Certo che voi due formate una bella accoppiata.”: smack! :-D

    • Ebbene cara, dico la mia. ;)
      Quando giudichiamo una persona come amabile, onesta e brava nessuno si scandalizza di questo nostro giudizio, perché è buono.
      I problemi incominciano quando un giudizio è negativo. Ma il nostro giudizio non è quello di Dio, non è un giudizio finale, il giorno del giudizio, si usa questa parola nella vece di quella più opportuna: valutazione, le azioni di una persona sono davanti ai nostri occhi. Non giudico il cuore o la salvezza e condanna eterna. Ne tanto meno non amerò più quella persona. Farò fatica, ma ci proverò, come proverò a perdonare.
      E’ molto bella la preghiera e sicuramente ne ho tanto da imparare, ma devo anche cercare di salvaguardarmi con l’aiuto di Dio che ci ha dato anche l’astuzia di agire per evitare chi potrebbe dare scandalo in un confronto diretto.
      Però un lucchetto al cuore non lo vorrei….rimarrebbe chiuso. ;)

      • 61Angeloextralarge

        Wow! Mi piace: questo significa che metti in pratica, riuscendoci e/o no, quello che chiede Gesù: odiate il peccato e non il peccatore!
        Non credo che il tuo cuore con il lucchetto resterebbe chiuso e poi il lucchetto serve a non “fare entrare” quelle cose che nel cuore non dovrebbero starci… ;.)

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