L’ultimo rifugio

Il Padre Nostro è il padre delle preghiere. L’Ave Maria è come un’umile donna.
Il regno del Padre Nostro è il regno della speranza: Dacci oggi il nostro pane.
Ma il regno dell’Ave Maria è un regno più intimo, più segreto, più nascosto.
Le preghiere a Maria sono preghiere di riserva. Nel meccanismo della salvezza, l’Ave Maria è l’ultimo aiuto. In tutta la liturgia non vi è altra preghiera che possa essere detta veramente dal più miserabile peccatore come l’Ave Maria. Con l’Ave Maria nessuno può dirsi perduto.
Signore, al giudizio universale non ci sarà bisogno di memoriali o di certificati.
Ma nessuno potrà cancellare la traccia di un Pater o di un’Ave.

(Charles Péguy, Un uomo libero, La Locusta, Vincenza 1964, pp. 92.93)

Categorie: In Cristo Re e Maria Santissima, Saggezza | Tag: , | 7 commenti

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7 pensieri su “L’ultimo rifugio

  1. 61Angeloextralarge

    Bellissimo e vero! :-D
    “Il regno del Padre Nostro è il regno della speranza”: anche questo post è il regno della speranza! ;-)

  2. Impossibile dimenticare il mio primo “Ave Maria”, quella notte.
    Non lo conoscevo ancora e mai avrei pensato di pregarlo, da protestante.
    Ma Dio ha un senso dello Humor inimmaginabile, un senso scenico da Oscar,
    e mi ha colto di sorpresa.
    Non sapevo le parole e neanche le volevo conoscere prima, un peccato per un protestante.
    Ma quella notte, quella notte non desideravo altro che invocare Quella Donna.
    Così ho detto all’infinito “Ave Maria!”, due parole che hanno scatenato dentro il mio cuore, in tutto il mio essere la gioia incontenibile della verità.
    Cristo era già presente ma da quella notte c’è anche sua Mamma. :)

    • 61Angeloextralarge

      Karin, grazie per questa testimonianza! Che cose belle che sa fare il Maria! E certo, perché le fa per il Signore! :-)

  3. 61Angeloextralarge

    Uno smack gigante a tutti voi! :-D
    Ci risentiamo tra una settimana1 :-(

    • Andreas Hofer

      Ci mancherai un sacco, Angela… :-(
      Ma ti aspettiamo a braccia aperte e con uno smack gigante! :-)

  4. Pingback: Le regole della casa del due | Il blog di Costanza Miriano

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