Il matrimonio è un sacramento

41. Lettera Pastorale per la Quaresima dell’Arcivescovo di Monaco e Frisinga Joseph Cardinal Ratzinger

Sabato, 23 di febbraio 1980, ore 18.00

Cari fratelli e sorelle nel Signore!

Vi ricordate certamente che nella nostra Diocesi, per quanto riguarda l’impegno di costruire e rinnovare la nostra Chiesa, abbiamo fissato per i prossimi anni un obiettivo comune, cioè il fermo proposito di instaurare la preghiera comunitaria all’interno della famiglia. Per questo motivo avevo dedicato il tema della Lettera Pastorale di Quaresima dello scorso anno alla “preghiera”.
E per la stessa ragione che desidero oggi sottoporvi alcune riflessioni sul tema del matrimonio e della famiglia.

I. Il matrimonio è un sacramento.

Se consultiamo le Sacre Scritture possiamo constatare che nello stesso istante nel quale si narra della creazione dell’Uomo, si parla anche del matrimonio; il matrimonio, d’altra parte, viene considerato in prospettiva alla famiglia, sotto il segno della benedizione di Dio che si esprime nella fecondità la quale genera il futuro. Le Sacre Scritture ci raccontano che Dio creò la donna dal costato dell’uomo, caduto in un sonno profondo.
Che immagine meravigliosa viene usata per evidenziare che l’uomo e la donna sono equivalenti in essenza e dignità. Nello stesso tempo si dimostra che il mistero dell’amore tra uomo e donna raggiunge le fondamenta più profonde del loro essere. Loro sono uniti fin dalle loro origini da un unico pensiero di Dio.
Probabilmente questa narrazione della Bibbia prende come base la stessa immagine trovata anche dal filosofo greco Platone. Infatti, lui dice che in origine l’uomo e la donna sarebbero stati un unico essere umano e che solo in seguito furono divisi a metà. Per questa ragione nessuno dei due singolarmente sarebbe stato completo e autosufficiente. Perciò entrambi sarebbero alla continua ricerca l’uno dell’altra per trovare, insieme alla loro unione, anche la loro origine.
Quando la Bibbia raccoglie e trasforma tali immagini intende dire: fin dalla creazione, Dio ha pensato alla persona umana come creatura dell’amore. Lui ha creato l’uomo e la donna affinché ritrovassero se stessi nell’unione del loro amore. 1)
Il racconto biblico sulla creazione dell’uomo e della donna termina con le seguenti parole: “Per questo l’uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne” (Gen2, 24).
San Paolo ha visto in questa frase il preannuncio dell’amore di Cristo verso la Sua Chiesa (Ef5, 29segg.). Questo significa che nel vincolo matrimoniale c’è un accenno intrinseco all’alleanza tra Dio e gli uomini così come all’unione di Cristo con la Sua Chiesa, nella quale l’amore di Dio ha preso corpo per unirsi di persona con gli uomini. Ed è in base a questa verità che il matrimonio viene definito Sacramento.
L’unione tra l’uomo e la donna non è soltanto qualcosa di biologico, non si esaurisce in termini legali o aspetti esteriori stabiliti dagli uomini e modificabili a seconda delle circostanze. Ma è stata delineata dalla creazione stessa e, d’altro canto, fin dal principio la creazione reca in sé in certo qual modo, come in filigrana, il segno di Cristo. I dettagli più profondi della creazione, nei quali è visibile la volontà eterna del Creatore sono tutti collegati a Cristo.
Questo fatto, in qualche modo, è sempre stato percepito dagli uomini di ogni epoca e in tutte le latitudini. Si potrebbe dire che esista qualcosa di simile ai ‘sacramenti della creazione’; delle verità fondamentali e naturali, che si relazionerebbero inequivocabilmente a Lui, il Santo. Anche in queste verità le barriere delle cose passeggere sono state abbattute per far trapelare nel mondo la luce del mistero di Dio.
Da sempre sono state interpretate come intervento divino la nascita e la morte; lo stesso vale per i due atti primordiali che sembrano gli unici condivisi in comunione con gli altri esseri umani ossia, la nutrizione e l’unione tra uomo e donna. L’uomo percepiva che proprio tramite queste due azioni non soltanto toccasse le origini nascoste del cosmo ma, attraverso di esse avvenisse la scelta, o di cadere in peccato oppure di avvicinarsi in modo del tutto speciale al suo Dio. 2)

Da lì nacque la consapevolezza negli uomini che l’unione tra uomo e donna non poteva essere considerata in alcun modo soltanto ‘qualcosa di privato’ o una ‘cosa qualunque’: perché qui viene toccata la più intima profondità del proprio essere e di tutta la famiglia umana.
Dalla trasmissione giudaica ha origine la seguente ed eloquente rappresentazione:
Secondo il racconto su come Dio condusse Eva ad Adamo, fu lei stessa a dichiarare Dio come testimone di nozze di Adamo e conferì in questo modo a Lui l’istituzione del proprio matrimonio, definendolo “Kidduschin” che significa “benedizione” e “sacro”. I Cristiani dovranno aggiungere soltanto il termine più recente cioè, “sacramento”. 3)
Ora saremo in grado di rispondere meglio di prima alla domanda: “perché il matrimonio è un sacramento?”
In sintesi si può dire che: il matrimonio è l’unione tra uomo e donna voluto dal Creatore e pre-disegnato dalla stessa creazione mediante la quale è stata rinnovata da Cristo per prendere in Lui la sua forma definitiva. Il vincolo coniugale può raggiungere il suo pieno significato esclusivamente attraverso il vincolo dell’unione con Cristo.

Note:

1)Documentazione completa su questo tema: A. Tosato, Il matrimonio nel giudaismo antico e nel nuovo testamento (Roma, 1976) 51–80. Cfr. Gen2, 21-25 nel resto C. Westermann, Genesis I (Neukirchen, 1974) 312-321)

2)Documentazione esauriente riguardante il carattere religioso del matrimonio, p.e. P.F. Palmer, Was not tut: eine Teologie der Ehe, Internat. kath. Zeitschrift 3 (1974) 405-420, per 412 cfr. anche A. Depke, Ehe, presso: RAC IV 639-666.

3)Cfr. Tosato, loc.cit. 58, note speciali 52. Nelle note 51: accenno ad un gioco di lettere dell’ alfabeto ebraico con un significato profondamente teologico. Nell’ebraico le parole “uomo” e “donna” contengono entrambe le due lettere che insieme formano la parola “fuoco”. Inoltre, ognuna di queste due parole ha una lettera che si distingue dall’altra ma mettendole insieme otterremo la radice del nome di Dio (Jh). Cosa significa: quando un uomo e una donna si donano reciprocamente c’è la presenza di Dio; quando invece si chiudono l’uno verso l’altra c’è il fuoco. “Dove marito e moglie sono degni, la presenza di Dio sarà con loro; dove non sono degni, saranno divorati dal fuoco.” (Sot. 17 a)

Segue con:

II. Matrimonio e famiglia: le problematiche di oggi.

III. Il matrimonio cristiano come risposta alle domande attuali.

Categorie: Matrimonio e famiglia, Vox catholicae Ecclesiae | Tag: | 4 commenti

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4 pensieri su “Il matrimonio è un sacramento

  1. 61Angeloextralarge

    Questi sono i documenti che mi hanno fatto tralasciare i libri: quante verità contengono! E quante preziosità! Ovviamente vanne lette centellinando le parole e gustandole fino in fondo. Smack! :-D

    Mi sa che stavolta sono riuscita ad iscrivermi! ;-)

    • Ohibò! Ne sono contenta! :D

      Normalmente, davanti ad un documento così lungo, mi spavento un momento. Ma non quando scrive il Papa. Lui ha un modo di esprimersi in modo semplice pur trattando argomenti difficili.
      Mi incanto e ti comprendo che hai preferito attingere dalla fonte. :)

      • 61Angeloextralarge

        Concordo di nuovo! Benedetto XVI scrive in un modo leggibile e alla portata di molti. :-D

  2. Pingback: Matrimonio e famiglia: le problematiche di oggi – Cardinal J. Ratzinger « Filia Ecclesiae

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